Reduci dalla “giornata nazionale del libro” che si è celebrata il 23 maggio e che ha visto librerie e caffè letterari affollati per l’occasione, la domanda sorge spontanea: Ma perché gli italiani vanno in libreria solo per gli eventi? O meglio ancora: perché gli italiani leggono così poco?
Le statistiche, infatti, riportano che sono circa 21.000.000 gli italiani che leggono almeno un libro, praticamente solo il 36 per cento della popolazione. In Svezia e in Inghilterra, i Paesi europei dove si legge di più, questo dato sale, rispettivamente, all' 80 e 76 per cento. Mentre sono 31.000.000 gli italiani che non leggono nemmeno un libro in un anno.
L’opinione pubblica sostiene che si legge poco perché ci piace di più parlare. In Francia, Germania o Inghilterra capita di vedere la classica scena dove tutti sul tram, in metrò o in treno sono incollati al libro.
Noi, invece, amiamo di più chiacchierare, impicciarci delle storie degli altri, piuttosto che immergerci solitari in qualche lettura. Vediamo, inoltre, nei libri una faccia arcigna che ci conduce ad un sentimento di noia e detestabilità.
E’ importante notare come iniziative e manifestazioni a favore del libro si stanno allargando a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale ed altre nuove stanno varcando le frontiere relative all’informatica, che ci inducono ad avere una maggiore facilità di accesso alla lettura.
Anche se in ritardo in Italia stanno arrivando i libri su supporto elettronico che possono essere visibili su I-pod, lettori musicali e quant’altro, infatti il book elettronico arriverà a coprire l’1,5% dei cataloghi dei titoli che si potranno sfogliare comodamente on-line, affiancando gli editori nella distribuzione dei contenuti elettronici.
Un invito a leggere di più anche se non col classico libro stampato che potrà sembrare superato ma che è stato il compagno di intere generazioni.
Marcella Sciabbarrà
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Gli italiani... e il libro!













