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W L'ANIMAZIONE

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Fare l’animatore: per molti vuol dire solo mi diverto, eppure è un lavoro a tutti gli effetti e spesso sottovalutato.

Si avvicina la stagione estiva, questo è il periodo in cui si arruolano gli animatori. Bisogna, però, prima sfatare il mito del solo divertimento e aggiungere la parola "Lavoro". La vera gratificazione per molti ragazzi che nel periodo estivo si dedicano a questo straordinario lavoro, sembra arrivare proprio alla fine, quando stremati, stanchi ma entusiasti, raccolgono i frutti del proprio operato.

Chi fa l’ animatore certo non lavora solo per la gloria ma è ormai risaputo che il guadagno non è certo la motivazione che li spinge a ripetere l’esperienza.

E’ paragonabile ad  un piccolo “Grande Fratello”, si vive in strutture alberghiere, villaggi turistici, stabilimenti balneari, condividendo i pregi e i difetti non solo dei propri colleghi (con il quale passeranno numerose ore ad organizzare tornei, scherzi in spiaggia e spettacoli) cosi quelli degli ospiti, spesso diffidenti ma che al 90 % finiscono per diventare i loro più grandi alleati.

Fare l’animatore non è solo divertimento, ci vuole spirito di adattamento, capacità intuitiva, estro e tanta simpatia, molti hanno una passione innata, sono animatori nella vita, altri se pur spinti da situazioni personali, (voglia di crescere e in fretta, sognare il successo, trovare un rifugio ad una delusione d’amore giusto per citarne alcuni), li troviamo spesso alle loro prime esperienze timidi ed ansiosi di venir fuori, tanto ché basta giusto qualche stagione per non riconoscerli quasi più, diventando veri professionisti del sorriso e nella vita abili venditori, sempre che non perdano di vista i proprio obbiettivi o rischieranno di ritrovarsi avanti negli anni e disoccupati .

Sono spesso studenti, non sognano più un mondo alla Fiorello eppure, se pur in forma occasionale, si mettono in gioco .

Il primo passo da fare ed anche il più sensato, per non trovarsi impreparati e quello di seguire uno stage di formazione, anche se la pratica e l’esperienza diretta ne daranno sicuramente una visione più completa.

Fare l’animatore non è certo una passeggiata, li troviamo così: cotti dal sole, stroncati dalla stanchezza, ma sempre con un grande sorriso, non hanno le pile ma non si fermano mai, la loro ricarica ed unica risorsa resta solo ed esclusivamente l’affetto ricevuto da chi li segue in ogni loro attività.

Per ogni struttura il servizio di animazione varia, ma i ruoli di questi (paragonabili ad una grande squadra di calcio) non cambiano.

Il Presidente: l’ Azienda che assume gli animatori con rapporti lavorativi occasionali subordinati

Il Direttore sportivo: il Supervisore e mediatore tra azienda e la struttura alberghiera

L’allenatore: Il Capo Animatore e coordinatore degli animatori.

L’Attaccante è Il portiere: per l’animatore di contatto nonché spalla del capo animatore

La Difesa: il Mini Club

Il Centro Campista: l’animatore Jolly (definito cosi perché si adatta ad ogni ruolo)

Il Cetravanti: per l’ Animatore sportivo

Questo solo per citarne alcuni, più sono grandi le strutture turistiche, più sono gli animatori e i ruoli che la compongono (ala, mezzapunta, terzino destro, terzino sinistro…) qualunque sia il ruolo, tutti nessuno escluso, sapranno mostrarsi come bravi attaccanti, difensori ed ottimi portieri.

Il servizio di animazione oggi è diventato fondamentale per le aziende turistiche, che cercano di offrire servizi sempre più efficienti e professionali ma in molti dei casi, li dove la struttura ancora mostra piccoli nei, grazie agli animatori i disservizi che possono divenire causa di disagio, vengono spesso messi in secondo piano o quasi dimenticati.

Non guardiamo quindi gli animatori come gente che non ha di meglio da fare, non sottovalutiamo la loro capacità e l’impegno, godiamoci questo scambio di simpatia, in fondo una dose di buonumore, non può che renderci tutti più sereni e positivi, “W l’animazione”.

Maria Narciso