Chi non ricorda la canzone che qualche anno fa impazzava in tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive. Del resto il tema dell'amicizia è tra i più ricorrenti nella musica come nella letteratura. Dagli omerici Patroclo ed Achille all'amico auspicato da Venditti o agli indimenticabili " Amici miei " di Pietro Germi. L'amicizia è una delle più nobili espressioni dell'animo umano che, come, ed a volte più, dell'amore, accompagna la vita di ognuno di noi.
Non credo esista al mondo, tranne rari casi……..patologici, persona che non nutra, o non abbia nutrito, per altre persone ( quasi sempre dello stesso sesso, più raramente anche dell'altro ) un sentimento di amicizia. Eppure paradossalmente, o forse a pensarci bene non troppo paradossalmente, è difficile sentire due definizioni dell'amicizia simili se non uguali. Sembra quasi che ognuno di noi abbia un'idea dell'amicizia disegnata sulla propria esperienza, sulle caratteristiche dei propri amici o di quelli che si vorrebbero avere. Ma quali sono o dovrebbero essere le prerogative di un amico, cosa deve fare, che comportamento deve tenere, che prove deve superare una persona per diventare o essere considerato un amico?
Partiamo dal vocabolario, lo Zingarelli definisce così l' amicizia: " Affetto vivo e reciproco tra due o più persone ". Esaminiamo insieme questa definizione. La prima considerazione. L'amicizia è " affetto ", cioè un sentimento, un moto dell'animo vivo, ( rifacendoci sempre allo Zingarelli ) e quindi non può essere tiepido, leggero, fuggevole, deve essere vivo.
E qui cominciano le dolenti note. Quante volte abbiamo sentito frasi del tipo: " si va bene siamo amici, ma questo non vuol dire che io debba soffrire per te." Oppure ancora: " la nostra amicizia può arrivare fino ad un certo punto." La verità è che nell'amicizia come nell'amore il limite sta appunto nel sentimento. La mia disponibilità di amico come di innamorato, è pari all'intensità del sentimento. Continuiamo; oltre che vivo è " reciproco ": la reciprocità nell'amicizia è fondamentale. L'amicizia è una strada a doppio senso di circolazione e non può essere a senso unico. Non si può essere amici di chi non si sente o non vuole esserci amico.
Ma come si diventa o si scopre di essere amici? Molte amicizie nascono tra bambini, sui banchi di scuola o per gioco e poi durano tutta la vita. Di solito sono le più vere perché i bambini non sono influenzati, come accade agli adulti, da opportunismi o convenienze di sorta quando stringono rapporti di amicizia. Quando litigano così come quando giocano sono diretti fino ad essere anche crudeli, ma per questo stesso, sinceri e non ipocriti. Queste amicizie sono durature e sopravvivono anche alle sempre possibili incomprensioni o agli allontanamenti. Uno degli ostacoli più difficili da superare, per un'amicizia nata tra bambini, sono i rispettivi fidanzati e/o coniugi. Ma qui entra in gioco un altro sentimento che è la gelosia; evitiamo di approfondire ripromettendoci però di riprendere l'argomento in un'altra occasione.
E allora come mai accade così spesso di sentire di amicizie finite, di litigi, di delusioni, di amici inaffidabili? Crediamo che spesso in questi casi si tratti di abuso del termine, vengono definite, cioè, amicizie quelle che in realtà sono delle semplici conoscenze, delle frequentazioni, comuni interessi. L' esempio tipico è quello dei posti di lavoro. E' rarissimo che nascano amicizie vere tra colleghi, anche se si sta molto tempo vicini, anche quando si organizzano incontri al di fuori del posto di lavoro, non è facile instaurare rapporti di vera e solida amicizia, perché? Forse perché gli amici si scelgono, e l'amicizia ha bisogno di essere curata ed alimentata.
Giuseppe Rubino
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E'........... l'amico è.













