Non vanno in giro su una slitta trainata da renne, non indossano un costume rosso, non hanno una barba lunga e bianca. Proprio, però, come il più famoso dei "papà" - il vecchio e corpulento Babbo Natale - cercano di regalare sorrisi ai più piccoli e fiducia ai più grandi.
Sono stati ribattezzati "Secret Santas", si tratta degli "anonimi Santa Claus" che stanno spopolando negli Stati Uniti.
Dal Nebraska al Michigan, da Washington all'Indiana, i benefattori d'oltreoceano mettono a disposizione banconote e carte di credito per saldare i conti delle famiglie in difficoltà.
La crisi economica degli ultimi mesi, infatti, ha portato molti americani a rinunce e sacrifici.
Ai regali di Natale, però, non si può proprio rinunciare soprattutto se i destinatari sono i bambini.
Così i genitori meno abbienti hanno dovuto ricorrere alla formula dei "layaway", conti che i grandi magazzini aprono per permettere ai clienti di acquistare i regali e pagarli poco per volta.
I doni restano in custodia nei negozi fino a quando gli acquirenti non completano tutto il pagamento. Quando questo non viene fatto in tempo, gli acquisti tornano dritto in magazzino.
Per fortuna, però, le macchinine, le bambole, i giochi elettronici di molti bambini non torneranno a prendere polvere tra gli scaffali di negozi e supermercati. La grande generosità e la cospicua disponibilità economica di alcuni uomini, donne, mamme, papà, nonni e nonne ha scongiurato che ciò accadesse.
Molte famiglie, così, si sono ritrovate a portare i regali per figli e parenti direttamente a casa, senza bisogno di sborsare altri soldi.
E' stato il caso di un padre che, giunto davanti al manager Edna Deppe per dare un contributo per i regali dei figli, si è ritrovato di fronte una signora - mai vista prima - che ha saldato tutto il suo conto, insieme a quello di altre 50 famiglie. E se quest'uomo ha potuto ringraziare di persona la sua benefattrice, altri hanno dovuto farlo idealmente.
Molti "Secret Santas", infatti, restano segreti e contribuiscono ad azzerare i conti da un capo all'altro del telefono. Tocca, dunque, agli impiegati chiamare i fortunati beneficiati per dare loro la notizia. È così accaduto a una destinataria che al momento della chiamata si trovava al Seattle Childre's Hospital per curare il figlio. In lacrime, la signora ha commentato: "Ora posso tornare a credere al Natale".
Molti non hanno creduto al buon senso e alla solidarietà dei "segreti Santa Claus".
Giornalisti e scettici hanno sospettato che si trattasse di una trovata pubblicitaria dei grandi magazzini per attirare l'attenzione di più clienti.
I manager, però, hanno prontamente smentito e gli investigatori non hanno trovato prove che confermino i sospetti del piano pubblicitario.
Forse, una volta tanto, il Natale rende veramente tutti più buoni.
Foto del redattore
Cosima Ticali
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Usa, arriva la cavalcata dei “Secret Santas”













