OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Usi e costumi Curriculum vitae: dove sbagliano gli italiani?

Curriculum vitae: dove sbagliano gli italiani?

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura
Scrivere un curriculum vitae, al giorno d'oggi, richiede particolare cura e attenzione, perché esso serve a promuove noi stessi oltre che la nostra candidatura, in un mercato del lavoro che è sempre più animato da un forte spirito di competizione, e giacché tra i candidati il margine di vantaggio è spesso molto sottile, è preferibile tener lontani dal curriculum quegli errori che spesso vengono commessi con la convinzione di favorire la nostra posizione, ma che invece finiscono per sfavorirla. Lo stile con cui scriviamo il nostro curriculum vitae potrebbe apparire un dettaglio trascurabile, mentre, a discapito di quello che noi crediamo, gode di una considerazione decisiva. Per questo è importante che la correttezza ortografica e lessicale, incorniciate da un ottima precisione strutturale del curriculum, siano già un ottimo biglietto da visita per la nostra selezione, dato che, dalle risorse umane, arriva spesso una manifesta delusione riguardo gli strafalcioni che noi commettiamo nella stesura del nostro curriculum, ed il modo grossolano in cui è stato strutturato.

Si sa, i dettagli anagrafici, i nostri contatti principali, e una scheda dettagliata degli studi che abbiamo svolto sono importanti per una buona presentazione, tuttavia molte persone ricorrono nell'errore di inserire informazioni quali il loro orientamento politico, la religione che professano, e le ideologie a cui aderiscono, senza considerare quanto questo possa arrecare solo un danno alla loro candidatura, poiché lascerebbero che il sistema dei nostri principi, e le regole che governano il nostro comportamento siano fonte di possibili preconcetti.

Sicuramente il settore del curriculum che più interessa i selezionatori del personale è quello che riguarda le esperienze lavorative, per questo è importante valorizzare le nostre esperienze senza enfatizzarle. A chi importa leggere una fila lunghissima di lavori svolti se poi riguardano settori che poco aderiscono con la professione per la quale ci proponiamo? Per questo è preferibile descrivere le responsabilità e le competenze che abbiamo assunto nelle esperienze lavorative che abbiamo svolto nel passato, fornendo un quadro chiaro e preciso di ciò che sappiamo fare.

Tra gli errori più comuni c'è poi quello di inserire tra le conoscenze linguistiche un buon livello di competenza, nella lingua scritta e parlata, di lingue che, in fondo, conosciamo appena. In un mercato del lavoro sempre più orientato verso l'Europa e il mondo, i datori di lavoro, in sede di colloquio, non si limitano più a leggere le nostre competenze linguistiche, ma pretenderanno che queste vengano comprovate, e qui casca l'asino.

Tirando le somme, è buona norma, nel compilare un curriculum, mantenersi fedeli alla realtà, evitando di far apparire il nostro bagaglio culturale e lavorativo più grande di quanto sia in realtà, perché in sede di colloquio, l'esaminatore si accorgerebbe se abbiamo consapevolmente mentito, o riempito esageratamente il nostro curriculum.

Fonte foto:job.fanpage.it

http://static.fanpage.it/jobfanpage/wp-content/uploads/2010/10/curriculum-vitae-formato-europeo-300x225.jpg

Giovanni Geraci