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La gente della notte fa lavori strani...

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Da oltre 60 anni, il mercato ortofrutticolo di Palermo rappresenta una vera e propria istituzione sia dal punto di vista economico che dal punto di vista culturale; presente anche all'interno delle guide turistiche della città, lo Scàro, così definito in dialetto, rappresenta un espressione arabeggiante e folkloristica della città.

Lo Scàro è una città nella città - lasciateci passare il gioco di parole - dai colori forti e definiti, dalle mille luci che rischiarano la notte fonda, dagli odori degli ortaggi appena raccolti, una città fatta da gente che vive la notte, che vede il mondo in bianco e nero, che vede albeggiare, e l'alba per loro, non è più una "romantica" visione, ma solo la loro quotidianità.

Sono le ore 00:30 e la sveglia squilla, e chi lavora al mercato si desta dalle poche ore di riposo per recarsi a lavoro; il mercato inizia a popolarsi, sembra rappresentare la multi etnicità di cui tanto si parla e a cui ci si auspica di arrivare, ghanesi, marocchini, nigeriani, palermitani, tunisini si incontrano e iniziano la loro "vita notturna". Un lavoro che dura fin oltre l'alba, fatto di sudore, di fatica, solo per riuscire a concludere la giornata con qualche soldo in tasca.

Il lavoro di cui vogliamo rendervi contezza, ai più, potrebbe sembrare fantascienza, o una storia di quelle che si narrano quando si vuol fare leva sulla gente tenera di cuore; tra i tanti che la notte arrivano con mezzi, anche di fortuna, al mercato per lavorare ci sono i "portantini".

Loro, come direbbero i più eruditi, sono i freelance, diciamo pure i liberi professionisti del mercato, quelli che non hanno un "donatore" di lavoro fisso, e che il lavoro se lo devono cercare, a prescindere delle stagioni e con qualunque temperatura.

I "freelance" del mercato sono quelli che la notte arrivano, pagano 4€ per il carrello e iniziano a scaricare e caricare la merce dei commercianti che iniziano ad affollare il mercato; ogni "viaggio" come lo chiamano loro, è pagato 1€; quello che per noi è solo il primo caffè della giornata.

Quando chiedi, in giro a chi lavora, al mercato come si riconosce un portantino tutti ti dicono: "Sono quelli che hanno la ginocchiera, perché più veloce spingono il carrello, più viaggi fanno e più guadagnano".

Albeggia e, mentre la città si sveglia e il sole inizia a fare capolino sulla "Città di Rosalia", la temperatura inizia a salire, ed ogni passo diventa sempre più faticoso, ma loro, incuranti della stanchezza, continuano a lavorare senza tregua fino alla chiusura.

Il riposo a questo punto è d'obbligo, riposo che dura fino alla sera successiva e questo per sei sere la settimana; mese dopo mese, in attesa che un giorno il proprietario di una "putia" - bottega - decida di farli lavorare con loro, concedendogli uno stipendio e magari, non sia mai, pure mettendoli in regola.

Una famosa canzone di Lorenzo Cherubini - in arte Jovanotti - racconta: "La gente della notte fa lavori strani".

Beh! Quella del "Portantino", al mercato ortofrutticolo di Palermo, ci sembra proprio la fedele descrizione di uno dei tanti lavori più bizzarri e soprattutto assai faticosi e logoranti che ci possano essere, ma che aiutano molti padri di famiglia a "sbarcare il lunario" in quel di Palermo.

Fonte foto:ucuntu.org

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Marianna La Monica