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Il matrimonio perfetto; lui e lei oggi sposi

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Il termine matrimonio indica l'unione giuridica, sociale e religiosa tra due individui; dal suo valore etimologico scopriamo che il lemma deriva dal latino e significa "compito della madre", in quanto nel diritto romano il matrimonio serviva proprio a rendere le unioni tra due individui legittimo a livello patrimoniale per i figli.

Oggi, indubbiamente, il matrimonio ha forse perso il suo significato originale; a siglare un patto di unione patrimoniale e sentimentale tra due individui, infatti, non è più necessariamente il vincolo del matrimonio ma finanche la convivenza.

A discapito di ogni definizione e storicizzazione del termine e del vincolo del matrimonio, si intersecano molteplici fattori sociali ed umani; ogni cultura, ogni paese ed ogni individuo vive il senso e il momento del matrimonio in maniera soggettiva.

I sentimenti e le ansie che s'aggrovigliano nella mente delle donne e degli uomini, che devono organizzare questa "unione sociale", sono diversi ed indubbiamente tutti meritevoli di riflessione.

La donna ha un sogno: trovare il principe azzurro, e nell'inseguire questo meraviglioso disio, che diverrà ben presto un obiettivo principe per tutta la sua vita, si dimentica a volte del povero marito.

La domanda, però, sorge spontanea: lo scopo finale di tutta questa lunga caccia al "tesoro" ops...marito, qual è?

E' presto detto, "Il matrimonio perfetto".

Essere la protagonista del suo sogno per un giorno, avere tutti gli occhi puntati su di se, ma soprattutto essere al centro della "scena", perché, diciamocelo, a quale donna non piace stare al centro dell'attenzione?

Trovato il principe azzurro, poi, si inizia a fantasticare su ogni particolare di quel memorabile giorno del Sì che ci cambia la vita; ogni più piccolo dettaglio viene analizzato, scandagliato, investigato, dal luogo dove celebrare la funzione, sia essa religiosa o civile, al banchetto con amici e parenti, dal colore dei fiori agli addobbi per la sala o il giardino.

Mentre tutto questo, per la gaia sposina, diventa l'unico argomento di dialogo, in ogni momento della giornata, con amiche, colleghe e genitori, lui invece, lo sposo, osserva, quasi fosse al cinema, lo scorrere degli eventi e delle scene che lo vedranno ben presto antagonista di un film che non sempre vorrebbe attoreggiare.

Resta, infatti, alle sue funzioni marginali lo sposo, che ogni tanto, se pur timidamente e con alzata di mano autorizzata, si "permette" di chiedere, poscia il beneplacito della suocera sempre in prima linea in siffatte occasioni, informazioni ed aggiornamenti sull'avanzato stato dei "lavori" pre-matrimoniali.

Ma il pensiero che non lascia spazio a riposo e che continua a permanere fisso nella testa è uno ed uno soltanto:la drammatica e teatrale scelta del vestito!

Sarà bianco, o crema, con pizzi o semplice non importa, la cosa fondamentale è che faccia sembrare la sposa una vera principessa, come quella delle fiabe, avvolta dall'aura della luce, dovrà lasciare tutti senza fiato.

C'è chi lo sceglierà semplice, chi invece ricco, altre ancora griffato, ma questo poco importa, poichè per la sposa non può esistere un matrimonio perfetto senza l'abito perfetto.

Arriva il fatidico giorno e come se fosse lei l'unica star del momento, si radunano a casa sua fotografi, truccatrici, parrucchieri e telecamere per riprendere ogni attimo della "vestizione", sembra di essere sul set di un film o meglio nei camerini del più bel teatro del mondo.

Dallo sposo, invece, non c'è nessuno, ma proprio nessuno, sembra che sia un'invernale giovedì pomeriggio di un nefasto inizio novembre, niente fotografi, parrucchieri, nè tantomeno truccatori; il suo abito è normale, semplice, spesso financo banale, anzi lo riconoscono in tanti appena sortito dall'uscio di casa come il prezioso vestito del matrimonio del padre o peggio della comunione del fratello piccolo e quindi stretto e fitto che sembra appeso.

Arriva il momento della "prima" e la principessa entra sul palcoscenico dispensando sorrisi ai suoi "sudditi", lì radunati per porgerle rispetto ed approvazione; sfrutta al meglio la passerella che la porta fino ad affiancarsi a lui, lo sposo, che fino a quel momento è stato salutato, e magari anche un po' deriso, solo dagli amici più cari che non trovano più parole per farlo desistere dall'insano gesto.

Completata la passerella e giunta finalmente accanto al suo sposo condividerà da quel momento la scena con lui, soddisfatta e consapevole che, nonostante tutto, ogni complimento per la riuscita del suo "perfetto matrimonio" sarà solo ed esclusivamente imputato al suo merito.

Finita la giornata tanto attesa, la sposa può ritenere realizzato il suo sogno più grande.

Vi sembra tutto cinico?

Bè, probabilmente lo è, o magari ci siamo solo fatti prendere un attimo la mano, ma la visione di questo paradossale spaccato, in breve qui descritto, si tramanda tacitamente da decenni, da donna a donna, poichè rappresenta il sogno di almeno il 90% delle donne in tutto il mondo.

Fonte foto:blog.libero.it

http://pichicola.com/wp-content/uploads/2009/11/matrimonio_erlich_141007.jpg

Marianna La Monica