OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Usi e costumi Stage....e poi ?

Stage....e poi ?

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura

Che cosa è uno stage? Una "vetrina per farsi conoscere" o piuttosto una pratica "legalizzata" che si basa sull'idea che una azienda inquadri in organico stagisti solo per risparmiare, usandoli poi a tutti gli effetti come dipendenti? E' così vero che neanche una denuncia può far cambiare la situazione di "asservimento". In questo caso da chi si viene tutelati?

Da nessuno purtroppo. Eppure esiste uno statuto che garantisce che gli studenti impegnati negli stages svolgano realmente attività formative e NON lavoro non pagato, come invece accade spesso.

E questo non si chiama sfruttamento?

Si svolgono le stesse mansioni del collega che ha un contratto effettivo, si fanno gli stessi orari, talvolta anche straordinari se le circostanze lo richiedono e perchè si è finanche considerati l'ultima ruota del carro, e nonostante si svolga al massimo il proprio lavoro si viene sempre e comunque additati come "stagisti", come se gli altri avessero a temere da costoro il proprio posto di lavoro.

Si è vittime di un sistema sbagliato ed ingiusto che costringe a investire su se stessi per 6 mesi o anche più, con l'illusione (o magari speranza) di venire confermati (ma sarebbe il caso di dire premiati) a fine stage, proprio per i sacrifici che si è stati disposti a fare in questo enorme lasso di tempo. Si viene addirittura valutati (neanche fossimo a scuola) idonei e con voti davvero eccellenti per poi sentirsi dire "non abbiamo bisogno di voi" o "la società è in crisi e non può confermare nuove assunzioni"...Che senso hanno allora questi stage approvati, finanziati, finalizzati (spesso si dice) all'assunzione per poi sentirsi dire "no, ci dispiace"?

Per dare l'illusione che si dia più occupazione mentre invece ci si ritrova con più disoccupati di prima?

Ma soprattutto perché questo ingegnoso espediente dello stage fa risparmiare tantissimo le aziende in questione che hanno costi ridotti a parità o addirittura superiorità di forza lavoro, ma a discapito di chi investe 6 mesi della propria vita in un progetto che alla fine non vedrà realizzato. In tutto ciò si dovrebbe essere tutelati da chi approva gli stage e controlla che gli stagisti svolgano i loro doveri oltre che siano rispettati da ogni punto di vista, evitando che facciano più del necessario.

Se essere tutelati significa semplicemente avere un tutor che, quotidianamente, si limita a far compilare questionari di gradimento, la cosa fa alquanto riflettere, magari sarebbe meglio fare i controlli adeguati alle aziende se poi la realtà è che su un numero X di stagisti non ne vengono riconfermati neanche uno.

Senza tutele, senza certezze sul futuro e senza uno stipendio, diventa impossibile immaginare una pensione per chi un contratto non l'ha mai visto, condannato ad essere uno stagista a vita...

Fonte foto:cgil.it

http://www.repubblica.it/images/2011/02/04/155820604-457c62fb-3b27-4994-a680-2e869576219c.jpg

Emilia Cavallaro