In uno scenario quasi surreale, insonorizzato dai rumorosi e veloci passaggi di auto e moto, si distingue una vecchia baracca imbiancata con cura, alcune sedie, ognuna diversa dall'altra ed un esile tavolo. Mistiche ombre si insinuano nei perversi meandri di un presente oramai fin troppo emancipato: sono i pensionati, i principali protagonisti della "Pausa per anziani" che, amabilmente, danno vita, luce ed armonia ad una scena il cui sfondo sembra sfiorare altri tempi, altri luoghi.
Salvatore e gli altri amici della pausa per anziani, si ritrovano tutti i pomeriggi in quell'onirico spazio, conquistato tra i ritagli di una precaria giornata forse troppo lunga da peregrinare. Dopo aver perso il "cammino maestro", quello lavorativo e travagliato per tanti anni, si appropriano di una dovuta "pausa" da dedicare esclusivamente al loro tempo che è stato, cercando, con le loro uniche forze, di riattivare semplici riflessi, interessi, piccoli desideri, niente di più.
Mentre i meriggi sempre più luminosi si affacciano ad una primavera che stenta ad arrivare, Salvatore e gli altri si incontrano senza un appuntamento preciso, senza un orario obbligato, perché sanno che qualcuno di loro sarà già lì, ad attendere.
Pian piano, siedono sulle vecchie sedie, ammazzando il tempo tra una sigaretta e un rapido sguardo alle macchine che lambiscono proprio quell'angolo e chi lo sa, confidando nel desiderio di veder passare qualcuno di loro conoscenza.
Nell'attesa, tanti ricordi, tanti pensieri mai dimenticati perché ripetutamente costretti ad apparire nella loro mente, nel loro cuore e perché vengano sigillati sotto la voce di un nobile passato che non può più ripetersi. Un passato sicuramente poco riconosciuto dalla cultura dominante di oggigiorno e che ha bisogno di essere ricostruito in modo da permettere una maggiore coscienza del contemporaneo. Un passato ricco di valori e di principi che, in un presente sempre più complesso, si trasforma in un bagaglio fluttuante tra le onde di un odierno che non è incuriosito ad aprirlo.
La silenziosa attesa si interrompe; sono già in quattro e hanno raggiunto l'esatto numero per tuffarsi nel gioco delle carte.
Tra i colori sbiaditi delle corrose carte siciliane che scorrono pacatamente tra le loro mani, si odono solo poche parole che, fioche, accompagnano la conclusione di un pomeriggio di "pausa".
Fonte Foto: Marco Lombardo
Melania Costantino
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Palermo è......pausa per anziani!













