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Voglia di gatti? Tutti al “cat cafè”

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Spopolano in Giappone i locali dedicati agli amici felini

Desiderate un siamese che gironzola sornione per casa ma non avete lo spazio per ospitarlo? Vorreste un persiano da accarezzare ma il vostro compagno comincia a starnutire al solo pensiero? Ecco la soluzione che fa al caso vostro. Anzi, il posto che fa per voi.
Si chiamano "cat cafè" e sono dei luoghi dove, oltre ad avere la possibilità di prendere un tè e scambiare quattro chiacchere, si può stare in compagnia di un gatto.
Basta pagare cinque euro all' ora e seguire qualche semplice regola.

Comportamenti - Gli amici a quattro zampe non si devono disturbare mentre dormono, non si possono sollevare e portare da una parte all'altra della stanza. E' possibile coccolarli senza limitare la loro libertà di spostamento. I gatti sani e puliti vanno toccati, però, solo dopo aver disinfettato bene le mani. All'interno del bar, poi, non si può entrare con le calzature ai piedi e non sono ammessi bambini con età inferiore ai 10 anni. Consentite, invece, le "foto ricordo" ma senza l'ausilio del flash. Piccoli accorgimenti, dunque, per tutelare gli eleganti felini, protagonisti indiscussi del posto.

Ospiti - Una "casa per gatti" a misura d'uomo nata a Tokio nel 2007 da un'idea di Takafumi Fukui. Il 37enne imprenditore nipponico ha usato la fantasia e la sua passione per questi animali per creare un locale pensato appositamente per loro.
Da allora ne sono sorti circa una quarantina in varie parti del Giappone. Ogni "café" ospita in media una ventina di gatti di razze diverse. Solitamente tra queste è presente un solo esemplare maschio per evitare risse. Le femmine, per fortuna, risulterebbero più tranquille e paciose.

Tendenza - Una moda, dunque, che sembra spopolare e che pare abbia molto seguito.
Nei weekend addirittura la prenotazione risulta obbligatoria. Il bar, infatti, proprio nei fine settimana registra circa 100 clienti al giorno, in particolare donne e bambini. Ma cosa ne pensano gli amanti di questi animali? I più innovativi la considerano una trovata molto creativa per ovviare ai problemi di spazio degli appartamenti giapponesi e delle rigide norme condominiali. I più romantici tradizionalisti credono, invece, si tratti di un modo un po' triste per "noleggiare" l'affetto e la compagnia del docile animale domestico. Dissensi a parte, di sicuro, il popolo del Sol Levante fa parlare di sé.

Fonte foto:viaggi.repubblica.it

Cosima Ticali