Il 2011 ha preso vita da poche ore ma di certo Facebook è tra le cose che ci si porta appresso nel quotidiano rocambolesco della vita, perché esso ha in parte cambiato la vita. Fino a qualche anno fa si usciva di casa e ci si incontrava, un incrocio di sguardi e un sorriso, tutto era casuale, magico. C'era l'attesa, la paura, l'emozione e il timore di chiedere un numero di cellulare temendo un netto rifiuto. Oggi c'è Facebook e tutti sono rintracciabili, gli elenchi telefonici sono ormai diventati carta straccia, basta una "richiesta di amicizia" ed ecco che la giostra della conoscenza inizia il suo giro.
Nella prefazione di un libro datato 2009, "L'amore ai tempi di Facebook" di Giuseppe Civati e Mattia Garzanica, è stata colta appieno l'inutile essenza di cui è portatore: «Facebook è, senza un ordine preciso, l'amore gassoso che si diffonde in ogni direzione, il flirt sempiterno che fa saltare i gradi di separazione, la felicità da condividere e la tristezza da stemperare, la privazione della privacy, l'ironia di un messaggio, la vita degli altri che serve a raccontare la propria, le esche e gli escamotage, i fan di qualsiasi cosa, le cause senza un perché, una cena in pizzeria che diventa un "evento", i compagni di scuola, anche quelli che non si sopportavano, e gli ex che non si vogliono vedere più, ma se capita... Perché Facebook è "tutto sotto controllo" e "tutto e subito". Perché Facebook siamo tutti, o quasi. È il nostro tempo, anche quello che perdiamo alla ricerca di qualcosa che non abbiamo ancora trovato».
E' realtà o second life? Chi può dirlo. Forse nessuno dei due, Facebook è solo «il posto dove si vuole passare un pò di tempo, prima di alzarsi e tornare nel mondo, quello vero. Sempre che lo sia veramente».
Sabrina Ferrante
Fonte Foto: stampalibera.com
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L'amore ha una relazione complicata con Facebook













