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Social network e relazioni sociali

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Nel film“ C’e posta per te”, Meg Ryan e Tom Hanks si innamorano dopo avere instaurato una relazione sul web e rimangono in trepidante attesa di ricevere le rispettive e-mail. Questo succedeva nel 1998, oggi, si è on-line tutto il giorno, non c’e mediazione, tutto avviene in tempo reale. Sul desktop del pc si tengono aperte tutte le finestre possibili per ricevere un messaggio su facebook, un post su twitter, un trillo su msn.

Non c’e distrazione migliore di una guardatina nell’account di posta. Sempre collegati alla rete mondiale di informazione. Il nostro contatto rimane sempre "open" sulla scrivania anche se in "off line" in attesa di ricevere l’ultima informazione, per ricevere una notifica in bacheca. Una tempesta di notizie che, da ogni dove, fa partecipare agli avvenimenti anche quelli più lontani. Sono le donne le più accanite internaute; seondo un'indagine realizzata da Euroffie, le donne sono il 20% mentre gli uomini, il 14% rispetto al 34% degli italiani.

Il problema nasce quando si ruba tempo al lavoro, deviando l’attenzione e la concentrazione dalla propria occupazione. Il 15% degli internauti, si distrae solamente nella pausa pranzo o nell’intervallo concesso dalle ore di lavoro. Ma attenzione ad usare questi network sociali! Il capo, però, potrebbe non gradire! Il 17% degli intervistati teme, infatti, di essere sorvegliato e non li utilizza.

La gestione delle relazioni sociali all’interno dell’ufficio è comunque una scelta difficile. Molti separano la vita privata da quella lavorativa preferendo non includere i colleghi tra le proprie amicizie (il 22%).

Ma cosa ne pensano i dirigenti dell’azienda per cui lavorano questi navigatori digitali?

Fino a poco tempo fa “i capi” ritenevano che influisse negativamente sulla produttività, tanto da disporre il blocco degli accessi ai vari social network anche se, nei motori di ricerca, è possibile attivare il pulsante in cui si sblocca il fermo.

Recentemente, però, si è diffusa una nuova corrente di pensiero, secondo la quale questi punti di riferimento per socializzare, non solo non sono considerati causa di disattenzioni, ma rappresenterebbero uno stimolo per la creatività.

A distanza di dodici anni dal remake statunitense di Nora Ephron, nelle sale cinematografiche italiane esce “The social Network” il film low budget definito, il film dell’anno dalla rivista americana Rolling Stone, in cui viene preso la nascita del più famoso social network “FB” e come le relazioni possano cambiare tramite questi nuovi sistemi sociali. Chissà dove arriveremo!

Daniela Scamporrino

Fonte foto:tomshw.it