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Terme di Acireale e Sciacca. Abbandonare il termalismo in Sicilia

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La Regione Siciliana ha deciso ormai da tempo di uscire fuori dal termalismo, fin qui presidiato attraverso le aziende autonome delle Terme di Acireale e di Sciacca e, dal 2006 in poi, con le quote azionarie delle società per azioni che hanno rimpiazzato le prime nella gestione degli stabilimenti termali.

Il disimpegno della Regione, deciso con la legge 11 del 2010 e confermato di recente nel piano di riordino delle partecipate, prevede che si dovranno liquidare prima le 2 spa e successivamente affidare la gestione delle Terme ai privati.

Il doppio percorso, della liquidazione e della privatizzazione, sta risultando però estremamente tortuoso. Le due società di gestione, costituite con l'intento di cooptare gradualmente i privati, indebolitesi nel personale e nelle capacità produttive, non più sostenute finanziariamente dal socio proprietario, anche ora che sono in liquidazione, continuano a perdere quattrini.

Tra l'altro, non è per nulla chiaro se le due liquidazioni, ad Acireale e Sciacca siano gestite nell'ottica della continuità aziendale – come è indicato nei documenti ufficiali di bilancio – o nella prospettiva di accelerarne lo scioglimento.

Un altro nodo riguarda le vecchie aziende autonome. Anch'esse in liquidazione, in forza della l.r. 11 del 2007, sono ancora in vita, per quanto non svolgano più alcuna attività. Dovrebbero trasferire alla Regione Siciliana le azioni che detengono; mentre i commissari nominati ritengono di poter assegnare le azioni solo a titolo oneroso alla Regione, quest'ultima le vorrebbe acquisire senza alcun esborso.

Un nodo giuridico che a Palermo hanno pensato di risolvere nominando un commissario ad acta che, come hanno rilevato alcuni organi di stampa, ha esautorato di fatto gli attuali commissari di Sciacca ed Acireale.

Altra questione complicata è la privatizzazione.

Prima dell'estate, l'Assessorato all'Economia, competente in materia di partecipate, aveva iniziato la procedura che avrebbe portato ad individuare, con modalità competitiva ristretta, l'advisor incaricato di assistere la Regione nell'affidamento della gestione termale ai privati, mediante bando di gara ad evidenza pubblica.

A settembre quell'iter è stato interrotto e l'Assessore regionale ha dichiarato che presto si sarebbe affidato in house l'incarico a Sviluppo Italia Sicilia. Da quella dichiarazione ad oggi, non risulterebbe ancora emanato alcun provvedimento di nomina.

Tra l'altro il destino di Sviluppo Italia Sicilia potrebbe esser segnato dalla fusione con la nuova finanziaria IrfisFinSicilia, nata dalle spoglie dell'Irfis, l'istituto di mediocredito regionale trasformato in finanziaria di servizi alla fine dell'estate scorsa.

Fonte foto:Prof. Rosario Faraci

Rosario Faraci
Co-Coordinatore Forum permanente sulle Terme di Acireale

 

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