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Riserve naturali orientate: luoghi unici e protetti.

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La Sicilia è una terra ricca di bellezze e offre molte opportunità per godere dei suoi splendori. In particolare, le Riserve Protette Orientate rappresentano la scelta ideale per chi preferisce trascorrere una giornata immersa nella natura. I Monti Campanito e Sambughetti si trovano in provincia di Enna, a circa 1.500 metri sul livello del mare e si estendono per ben 2.500 ettari, inglobando i comuni di Cerami e Nicosia.
In questi luoghi la natura si esprimere attraverso una grande diversità ecosistemica: boschi di querce sul Mt. Giumenta, la sughereta di Mt. Coniglio, e ancora, pascoli montani, i faggeti dei Mt. Nebrodi con i laghetti che ghiacciano in inverno. Nell'area protetta si possano ammirare le tartarughe d’acqua che, in momenti di particolare tranquillità, fuoriescono dai laghetti per salire sui tronchi per poi tuffarsi velocemente.

Come si arriva in questo angolo di paradiso terrestre?

Per coloro che partono da Catania si consiglia l’autostrada A18 Catania-Palermo; uscire ad Enna e percorrere la Strada Statale 117, Centrale Sicula anche nota come Strada dei due mari o Strada Nord-sud. All’altezza del Km29 un cartello con l’itinerario da percorrere indicherà la strada.

Dopo il viaggio in macchina è il momento di scaldare i muscoli e sciogliere le gambe per una camminata che impegnerà circa un’ora e mezza. Il primo tratto è quello più impegnativo perchè in salita. Bisogna solo attrezzarsi in maniera adeguata: cappello per il sole, giacca a vento, colazione a sacco e riserva d'acqua.

Il bello di questi luoghi è senz’altro la possibilità di fermarsi per godere del silenzio che offre madre natura ai visitatori, sotto forma di doni meravigliosi e colori unici. Per gli amanti dell’aria aperta questo è uno dei percorsi in cui è possibile stupirsi delle bellezze inesplorate. Di notevole interesse è la presenza di resti risalenti al periodo medioevale come l’acquedotto ed alcuni resti di rocce disposte in cerchio proprio sul monte Campanito.

E quando finalmente sembra di essere arrivati in cima, la Grotta dei Nevaroli ripaga della salita e per i più curiosi, questa grande roccia scavata al suo interno può offrirsi come soggetto per le fantasie più sfrenate, cercando di percorrere l’uso e la storia del riparo che è stato utilizzato dai pastori per sfuggire alle fredde notti invernali.

Foto del redattore

Daniela Scamporrino

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