Sorto prima del IX secolo d.C., epoca in cui si hanno le prime notizie documentate, ha conosciuto il periodo più brillante a cavallo tra il XIII ed il XIV secolo, fase nella quale la rocca normanna che domina il paese venne ampliata ed arricchita; dapprima (1211) Federico II di Svevia la concesse alla moglie Costanza d'Aragona e, successivamente (1302), divenne la dimora estiva di Federico II d'Aragona, il quale fortificò le mura della cittadina che considerava la sua residenza preferita.
Non a caso il borgo appare oggi pressoché intatto nel suo assetto medievale. Dall'alto dei suoi 900 metri d'altitudine, attorniata dai boschi incantevoli dei Nebrodi, questa affascinante località è un luogo immerso tra una natura variegata e piccoli tesori d'arte, che i pochi abitanti del paese conservano e custodiscono orgogliosamente. Nel 2001, anche per premiare questo scenario ammirevole e silenzioso, è stato istituito un consorzio universitario in collaborazione con l'ateneo di Messina, che ogni anno organizza campus estivi per numerosi studenti provenienti da tutta Europa e non solo, ospitati nelle vecchie abitazioni restaurate del centro storico.
I vicoli stretti ed in salita, le piccole case rimaste immutate nel tempo, il prepotente sguardo della rocca onnipresente da qualunque angolazione, tuttavia, non sono che un antipasto ad un tesoro ancor più prezioso ed unico nel suo genere; a pochi kilometri dal centro abitato, infatti, vi è un luogo che in molti definiscono magico: si tratta di un altopiano, detto "dell'Argimosco", nel quale si possono ammirare numerosi megaliti, frutto dell'opera complementare dell'uomo e della natura. Non si conoscono con esattezza le origini di tali formazioni rocciose, né quanto ci sia effettivamente di naturale e di artigianale. È indubbio, tuttavia, che quanto appare di fronte al visitatore è un paesaggio surreale, nel quale menhir (pietre uniche) simboli di fertilità, rocce con i cicli astrali (che rievocano il ben più celebre sito di Stonehenge), megaliti con figure mistico-religiose (la dea, l'aquila, la grande rupe, ecc.), si susseguono in un percorso che gli abitanti del luogo cercano di condividere con fierezza con turisti e visitatori.
Un piccolo borgo silenzioso ed isolato, dunque, che però custodisce dei patrimoni di notevole valore. Montalbano Elicona è raggiungibile sia dal versante etneo, seguendo le indicazioni da Randazzo lungo un percorso tortuoso ma scenograficamente ammirevole, sia dal versante tirrenico, dall'uscita Falcone dell'autostrada Messina-Palermo.
Da visitare certamente la rocca-castello, magari cogliendo l'occasione di ammirare una delle mostre al suo interno, e la Chiesa Madre. È particolarmente indicato nel periodo natalizio, in cui il clima invernale ed il contesto delle festività rendono ancora più piacevole l'atmosfera per chi è alla ricerca di un soggiorno di riposo e tranquillità.
Fonte foto:bottegadeiduemonti.it(In alto)
Fonte foto:camminasicilia.it(In basso)
Emanuele Rizzo
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