Dalla sorgente di Testa Pisimotta, sull'altopiano calcarenitico di Cozzo Pantano a Siracusa, vengono alla luce le acque perenni del Fiume Ciane.
Dalla sua fonte le acque si aprono dolcemente allargandosi in un piccolo lago in cui si specchia una vegetazione unica nel suo genere dal momento che, in tutto il globo, lo stesso fenomeno della natura può essere ammirato solamente in Egitto, lungo le rive del Fiume Nilo. Per la precisione, sono le straordinarie piante di Papiro (Ciperus Papirus) che, con gli steli alti sino a quattro metri, sormontati dalle eleganti infiorescenze a ciuffo, creano un ambiente profusamente rigoglioso ed insolito che ricorda, appunto, gli incantevoli corsi d'acqua africani. Sulle sponde del Ciane, il Papiro trova le condizioni ideali per la propria crescita anche se, fino a qualche tempo addietro, la sua raccolta indiscriminata per la realizzazione della carta artigianale ne ha ridotto notevolmente la quantità.Il corso d'acqua, scivolando pacatamente sul suo sinuoso alveo, penetra in una florida vegetazione a Cannucce di palude, Gaggiolo acquatico, Gramignone natante; queste piante, riflettendosi sulle acque, donano le loro particolari sfumature di verde regalando al fiume il tipico ed originale colore verde-turchino.
Le leggere e soavi increspature del corso d'acqua sembrano sussurrare timidamente le travagliate trame delle proprie origini: nell'antichità, questi luoghi erano protetti da Persefone, dea della vegetazione e dell'agricoltura; la leggenda, infatti, narra che mentre era intenta a raccogliere dei fiori insieme ad alcune sue devote ninfe, venne rapita dal dio Ade che, perdutamente innamorato di lei, la portò via trascinandola sopra una biga. La ninfa Ciane, presente al rapimento della sua venerata dea, provò invano a liberarla ma, colpita dallo scettro di Ade, venne sventuratamente trasformata in un fiume. Il giovane Anapo, invaghito della ninfa Ciane e profondamente addolorato per ciò che era accaduto, si fece mutare anch'egli in un fiume per poterle stare accanto eternamente. I due corsi d'acqua, infatti, scorrono molto vicini fra loro per poi unirsi in prossimità della foce e confluire congiuntamente sul golfo di Siracusa.
L'infinito ed immortale amore che lega i due personaggi mitologici trasformati in corsi d'acqua, viene dolcemente protetto sotto le ali dei meravigliosi uccelli quali: i Cavalieri d'Italia, i Fenicotteri, le Folaghe e gli Aironi rossi che, oltre a sostare dopo la lunga migrazione, nidificano sulle sponde delle acque del fiume. Una tale ricchezza di specie, che si alterna durante tutto l'anno nella Riserva del fiume Ciane, sottolinea l'interesse che la zona riveste per la fauna selvatica e per il ruolo svolto nella sua conservazione.
La seducente armonia che avvolge le svariate tinte di verde ai racconti amorosi delle leggendarie narrazioni mitologiche e ancora, l'intensa sintonia che lega insieme il volo discreto degli uccelli sulle acque del fiume all'intimo silenzio che vige sulla riserva naturale, affascinano ed incantano magicamente il vissuto di una meravigliosa ed indimenticabile giornata trascorsa sulle acque turchine del Ciane.
In viaggio per raggiungere il Fiume Ciane e la Riserva delle Saline (Sr): in auto, partendo da Catania, si imbocca l'autostrada (A18) per Siracusa. Uscendo dalla città si percorre la strada statale 115 per Canicattini Bagni; dopo circa un chilometro si trovano le segnaletiche per raggiungere il Ciane ed effettuare l'escursione sulle barche di legno a remi. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al n°3687296040.
Melania Costantino
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