La Luce che fa brillare i leggendari tesori di gemme, monili d’oro, monete antiche e corone di Re; tesori ben nascosti all’interno della Grotta Corruggi, sul litorale di Marzamemi presso la località Farine, in cui furono rinvenute nei primi del novecento, altre grotte di particolare interesse archeologico; tesori ostinatamente cercati ma mai recuperati, seppure un anziano eremita, intorno al 1500, abbia descritto in una mappa il punto preciso in cui si troverebbe il fatidico tesoro di Marzamemi; sono i coltelli, le lance, i raschiatoi e gli aghi il vero e unico tesoro rinvenuto nella grotta, conservato nel Museo di Siracusa, a testimonianza di un uomo apparso e vissuto sul nostro territorio circa 10.000 di anni fa, durante il Paleolitico Superiore.
Vitaliano Brancati, ricorda ancora:” ..il sole era sempre carico d’oro, il cielo, lo stesso lampo turchino..sicchè la sensazione della Luce per chi, insospettito della propria malinconia o tetraggine, risulta composta di due sensazioni contrarie, di chiaro e di scuro, alternate fulmineamente, in modo che l’impressione totale è di Luce chiara..”(tratto dal romanzo “Il bell’Antonio”); la Luce chiara e sincera che brilla negli occhi della gente del mare di questo piccolo borgo marinaro, che cerca malinconicamente gli sguardi rilassati dei villeggianti con l’intento di conservare il dolce e fugace ricordo da rievocare nelle lunghe giornate invernali.
Come raggiungere il piccolo borgo marinaro di Marzamemi (Sr): in auto, partendo da Catania, si imbocca l’autostrada (A18) per Siracusa e sulla direzione per Rosolini si esce a Noto; dopo circa una dozzina di chilometri si individua, sulla sinistra, la prima segnaletica per Marzamemi e dopo pochi minuti si è raggiunto il paesino.
Melania Costantino
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