Nel corso dei secoli, questa terra si colora e si impregna di civiltà fenicie, greche, romane; è una terra che si modella e si trasforma attraverso l’azione dei venti e del movimento ondoso delle acque cristalline che insistentemente l’accarezzano; è una terra che alterna lunghi e deserti litorali sabbiosi a meravigliose scogliere, ora a strapiombo sul mare, ora degradanti dolcemente verso la battigia; è una terra percorsa da solitari viaggiatori talvolta attratti dalle bellezze naturali, talvolta distratti e allontanati per la scarsa presenza di servizi e strutture ricettive; è una terra che lambita perennemente dai raggi del sole, per un breve tratto si allunga in una sottile striscia di roccia ed, allargandosi, improvvisamente consegna una piccola isola dalla forma rotondeggiante in cui si sfidano le acque del Mar Ionio e del Canale di Sicilia: l’ Isola delle Correnti.
Fino a circa un decennio fa, sull’isola viveva la famiglia dell’uomo del faro; oggi resta solo la sua casa di forma rettangolare, oramai in disuso ed in fase di decadimento.
Sull’isolotto le piantine di porro selvatico, capperi ed altri arbusti tipici della macchia mediterranea, vengono timidamente schivate da due specie di lucertole che si moltiplicano numerose per la mancanza di predatori. Proprio per questo, da qualche anno, l'Isola delle Correnti e una striscia di terraferma sono state utilizzate dalla facoltà di Scienze Biologiche dell'Università di Catania per esperimenti su alcune specie di rettili ed insetti che qui si riproducono.
Minacciati dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalle insistenti attività umane che stanno diventando un fattore sempre più importante, alcune specie di uccelli, come gli albatros, resistono al flusso migratorio che dal Nord Africa, in volo sulle acque del canale di Sicilia, trovano dimora sui ruderi dell’incantevole Isola delle Correnti.
Portopalo, Isola delle Correnti: una finestra aperta al sole, al mare; una finestra aperta alla storia, alle leggende, ai miti; una finestra aperta alle riflessioni, ai pensieri, ai malinconici e tortuosi sentieri percorsi dai nostri antenati; una finestra sempre aperta e disponibile al passaggio indiscreto ed incuriosito di un turista per caso.
Melania Costantino
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