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Note di "primavera" al Bellini.

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"Così fan tutte". Il dramma giocoso di Mozart risuona melodioso a metà stagione.

Dopo il grande successo dell’Elektra di Strauss, a cui è stata dedicata una puntata del programma televisivo “Loggione”, andata in onda sabato 20 marzo registrando il record assoluto di ascolti, questa è stata la volta di un’altra splendida opera in calendario. Dal 12 al 25 marzo, infatti, il Teatro Massimo Bellini ha ospitato una godibilissima opera di Mozart: “Così fan tutte”.

Quest’opera è un dramma giocoso svolto in due atti, all’interno della quale l’udito può godere dell’estremo piacere procurato dalle meravigliose melodie del Maestro austriaco. La trama nel suo complesso è un chiaro invito all’introspezione dell’uomo nei confronti dei propri sentimenti, perché affronta il tema dell’infedeltà. A tal proposito il libretto, dell’abate veneziano Lorenzo Da Ponte, narra una vicenda ambientata sullo sfondo del Golfo amalfitano, all’interno di una villa pompeiana, ove un vecchio filosofo (interpretato da Gabriele Ribis) induce due giovani innamorati a mettere alla prova la fedeltà delle rispettive promesse spose, attraverso una scommessa che ingenuamente Guglielmo (Enrico Marrucci) e Ferrando (Ricardo Mirabelli) accolgono, convinti di avere già la vittoria in mano. E’ con questa scena che si apre l’opera che, come ogni dramma settecentesco che si rispetti, racchiude mille intrighi e complotti magicamente raccontati, se pur, in chiave ironica. I due futuri sposi, successivamente, fingono di partire per il fronte e, quindi, il filosofo Don Alfonso corrompe la cameriera delle due ragazze, Fiordiligi e Dorabella (interpretate da Maria Luigia Borsi e Tove Dahlberg), al fine di convincerle a spezzare la promessa di fedeltà fatta, con un banale pretesto, approfittando della presenza a palazzo dei due ufficiali albanesi, i quali in realtà erano i due fidanzati travestiti che avrebbero dovuto testare la lealtà delle loro amate. La cameriera Despina (meravigliosamente interpretata da Laura Giordano), gioca un ruolo chiave, perché è una donna abile, ironica, brillante e versatile, capace di travestirsi ora da notaio, ora da dottore, senza mai far capire agli altri protagonisti di tramare alle loro spalle. La caparbietà di questa donna riesce alla fine a far scatenare la curiosità iniziale, la titubanza in seguito e la debolezza finale delle due fanciulle a concedersi ai due forestieri, stimolando così Don Alfonso alla plateale ammissione del fatto che “Così fan tutte”.

Oltre al meraviglioso allestimento scenico del Teatro dell’Opera di Roma, un ulteriore apprezzatissimo elemento scenografico è stata la figura di un silenzioso Pulcinella, che per tutta la durata dell’opera si è aggirato per le scene a testimonianza del rispetto per i personaggi e per la tradizione partenopea.

All’ottima riuscita dello spettacolo hanno certamente contribuito il regista Maurizio di Mattia, l’illustrissimo Maestro Hubert Soudant, che ha egregiamente diretto l’orchestra del Teatro, e l’intero cast dagli attori protagonisti al coro.

Pasqualina Scuto