Il 24 Novembre del 1991 moriva a soli 45 anni il leader dei Queen.
Sono già passati vent’anni, ma è come se non se ne fosse mai andato. In effetti in questi lunghi anni di assenza il suo mito non ha fatto altro che accrescersi. Album e raccolte postume hanno lasciato intatto, semmai ce ne fosse stato bisogno, il suo ricordo nei fans. Farrokh Bulsara, meglio noto come Freddie Mercury fondatore insieme al chitarrista Brian May e al batterista Roger Tayor, è stato un leader indiscusso tra i gruppi rock a partire dagli anni 70.
Venti lunghissimi anni passati insieme ai suoi amici e colleghi a sfornare un successo dopo l’altro, nessuno potrà mai dimenticare le sue leggendarie performance sul palco, un “animale da palcoscenico” amava definirsi. Istrionico, estroverso, grande amante dell’opera, genere musicale che in più riprese ha cercato di inserire nel repertorio dei Queen, personaggio anche piuttosto controverso per i suoi “disinvolti” comportamenti sessuali, ma cosa volete...erano gli anni '70 e s'inneggiava ad un mondo libero e senza tabù.Passando dal look capello lungo anni '70 al capello corto e baffo anni 80 cambiano anche i modi di approcciarsi con il pubblico, è la decade delle grandi tournee mondiali, che hanno consegnato alla storia spettacolari concerti da centinaia di migliaia di persone.
Come non ricordare il grande concerto del 13 Luglio 1985 a Londra, il Live Aid, un concerto umanitario organizzato da Bob Geldof che vide la partecipazione dei più importanti artisti internazionali, allo scopo di ricavare fondi in favore delle popolazioni dell'Etiopia, colpite da una grave carestia.
I 20 minuti di esibizione che toccavarono ai Queen rubarono letteralmente la scena. Gli spettatori e la stampa consacrarono unanimemente quella performance come una delle migliori di tutti i tempi. Come non è possibile tralasciare il Magic Tour del 1986 con il grande concerto del Wembley Stadium, una doppia esibizione con 70.000 spettatori per serata.
Numerosi anche i suoi lavori da solista e le sue collaborazioni musicali, tra cui forse la più famosa è quella con Montserrat Caballé soprano spagnola con cui nel 1988 pubblica Barcelona, brano poi diventato inno ufficiale dei giochi olimpici del 1992, chiaro avvicinamento di Mercury al mondo dell’opera che da sempre lo affascinava.
Ma gli anni 80 sono anche gli anni della malattia, nella primavera del 1987, infatti, i medici rivelarono al cantante la sua positività all'HIV. Mercury non riuscirà mai tuttavia a conoscere con precisione da chi fosse stato contagiato.
Nonostante le rassicurazioni date alla stampa, alcune testate scandalistiche cominciarono a sospettare che il cantante fosse effettivamente malato. Sospetti che derivavano dal suo cambiamento d’aspetto, dall'improvvisa sospensione dei tour dei Queen e dalle confessioni di alcuni amanti pubblicate sulle pagine dei tabloid inglesi del tempo.
Mercury si rifugiò nella sua villa londinese, dirandando sempre più le sue apparizioni in pubblico e mentendo sulla sua malattia perfino ai suoi amici del gruppo fino al 1989. Trasferitosi in Svizzera per stare lontano dai tabloid Inglesi, il suo stato di salute si aggrava sempre più ma chiede ai suoi amici di poter registrare fino a quando la sua voce lo permetterà.
Rientrerà a Londra nella sua villa solo un paio di settimane prima della morte, quando ormai non riusciva quasi più ad alzarsi dal letto. Freddie Mercury muore il 24 novembre 1991 a sole 24 ore dalla diramazione del comunicato stampa in cui finalmente ammetteva di aver contratto l’AIDS.
Si spegne così una delle più grandi leggende rock di tutti i tempi, cala il sipario su un uomo che viveva di palcoscenico. Chissà quanto altro avrebbe potuto dare al mondo della musica in questi lunghi venti anni che lo hanno separato dal suo amato pubblico.
God Save The Queen.
Fonte foto:freddiemercury.myblog.it
http://freddiemercury.myblog.it/archive/2008/10/21/foto-freddie.html
Giuseppe Zappalà
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Vent’anni fa moriva Freddie Mercury













