Il grande ritorno sul palcoscenico del Teatro Massimo “Bellini” di Catania dell’amore drammatico e senza lieto fine di Santuzza e della dolce Nedda. Due donne che per dare speranza al loro amore hanno sofferto e tradito. Due figure femminili cardine dell’intera rappresentazione. L’interpretazione di Patrizia Patelmo (Santuzza nel turno S2) è stata entusiasmante e sentita. Una grande capacità di trasmettere il sentimento dell’amore tradito. Nel piatto della bilancia, però, la controparte maschile (Boiko Zvetanov) che non ha brillato nel vestire i panni del focoso Turiddu: troppo impacciato nel ruolo di un amatore che anche nell'indossare la giacca trovava qualche ostacolo. Il suono dell’orchestra ha abbracciato la voce calda e chiara della protagonista femminile che ha mantenuto la presenza per tutto l’atto unico.
Carente il cambio di scena per introdurre la successiva opera. Solo un telone con la scritta colorata "I pagliacci a 23 ore" stesa dal balcone ed usata come quinta. Meno vibrante ma recitata e cantata alla perfezione l’opera di Leoncavallo. Al contrario, Boiko Zvetanov (Canio sulla scena), nell’esecuzione di questa partitura ha dato il meglio di sé. Probabilmente, il ruolo dell’innamorato sofferente, meno baldanzoso, è uno sterotipo più vicino alle sue corde. Il coro, l’orchestra ed i protagonisti tutti insieme hanno saputo creare una giusta armonia, merito anche del direttore d’Orchestra Maurizo Arena. Conterraneo di grande fama ed esperienza internazionale, nato a Messina, ha diretto importanti opere nei teatri siciliani. Una grande festa, dunque, per chi ha riempito la sala in tutti gli ordini di posto. Nessuna biglietto era più disponibile: tutto esaurito!
Fonte Foto: www.teatromassimobellini.it
Daniela Scamporrino
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Tutto esaurito per la “Cavalleria Rusticana” al Teatro Massimo Vincenzo Bellini” di Catania













