Troppi tagli ai finanziamenti e una mancanza di dialogo tra il Cda della Fondazione Teatro Massimo e i sindacati, sono queste alcune delle motivazioni alla base dello sciopero delle maestranze.
Piange il mondo dello spettacolo. La crisi economica che ha colpito il nostro paese, non ha risparmiato neanche questo settore, che in più si trova a fare i conti con i tagli del finanziamento pubblico previsti dalla legge Bondi. In ginocchio tutti i teatri italiani, che faticano a chiudere il bilancio in attivo. Un periodo buio, che per il Teatro Massimo di Palermo diventa ancora più complicato a causa della protesta delle maestranze che hanno fatto saltale la prima stagionale, "Senso", con uno sciopero indetto dalle quattro sigle sindacali Slc/Cgil, Fistel/Cisl, Uilcom/Uil e Fials. La denuncia dei sindacati parla di "un momento tragico per la cultura italiana e in modo particolare per la città di Palermo. Si sta cercando di trasformare i teatri da centri di produzione a centri di distribuzione".«Il Cda prende decisioni senza renderci partecipi come la decisione di esternalizzare il botteghino e di fare un taglio alla stagione estiva del teatro di Verdura. Noi chiediamo e vogliano produrre di più. Perché il corpo di ballo del teatro è impegnato solo in due produzioni l'anno? Perché si tende sempre di più ad esternalizzare?». E' quanto dichiarato da Maurizio Rosso della Slc Cgil, che denuncia inoltre un mancato dialogo tra la Fondazione Teatro Massimo e i lavoratori.
«Questa volta però la risposta del Cda non si fa attendere, respingendo al mittente tutte le accuse. Sono i numeri che parlano per noi - spiega il sovrintendente Cognata – in questo periodo di crisi per tutti i teatri italiani il teatro Massimo è uno dei pochi che continua a mantenere il proprio bilancio in attivo. Dal 2005 al 2011 la produzione del teatro è aumentata da 90 recite a 130, con un conseguente aumento degli abbonamenti. Non abbiamo fatto licenziamenti, non abbiamo ridotto il personale, se non attraverso esodi volontari. L'unica riduzione ha riguardato l'azzeramento degli straordinari. Non siamo stati noi a interrompere le comunicazioni con i sindacati, ma sono stati loro a prendere questa decisione».
Anche il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ha voluto commentare la scelta dei lavoratori, definendo lo sciopero «una vergogna, uno sciopero immotivato contro un cda che è riusciuto a sollevare le sorti di un teatro che era distrutto».
Annalaura Barreca
fonte foto: comuni-italiani.it
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Teatro Massimo in sciopero: Salta la prima di "Senso"













