OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Teatro e Musica Il musical “La Divina Commedia” al Metropolitan di Catania

Il musical “La Divina Commedia” al Metropolitan di Catania

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura
dantebetarice
virigilio
pietro
Venerdi 14 gennaio - Secondo spettacolo, al Metropolitan di Catania, del musical che ha riempito le sale di tutti i teatri d’Italia. Un evento unico nel suo genere, l’elaborazione in forma musicale di uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana “La Divina Commedia”.

Il poema scritto da Dante Alighieri, tra 1308 e il 1320, prende vita nella prima opera messa in scena e organizzata da Nova Ars. Le novità di questa edizione sono state la creazione delle creature fantastiche delle tre Furie, il Grifone e il volto di Lucifero di Carlo Rambaldi; il nuovo cast di ballerini in cui è presente l’unico siciliano, Cosimo Scardina, di Trabia, Palermo e il coreografo Manolo Casalino, conosciuto per “La Corrida” con le maxiproiezioni di immagini che hanno fatto da scenografia.

Lo spettacolo ha inizio con il viaggio verso l’antro oscuro dell’Inferno. Dante entra sul palco guadagnando lo spazio tra i posti delle poltrone in sala e Beatrice si affaccia da un palchetto cantando ”Amor che move il sole e le stelle”. Anche le fiere appaiano dai posti in platea. Sembra quasi che lo spazio scenico non sia sufficiente ad accogliere lo spettacolo. Questo è infatti una riadattamento della versione kolossal andata in scena nel 2007 a Roma, in una tensostruttura costruita ad hoc.

Un susseguirsi di canzoni attraversate da un suono rock, e i balletti della nuova compagnia di danza romana, descrivono i versi salienti della prima cantica: la selva oscura, le tre fiere e la porta dell’inferno. Un corpo di ballo giovane e di talento per un’espressione artistica che si è perfettamente legata ai toni del poema, regalando ottime performance. Le immagini proiettate riprese dalle illustrazioni di Gustave Dorè nell’edizione antica di Ferni Ginevra, un bianco e nero al tratto reso dinamico da effetti scenici.

Poi Caronte, il traghettatore di anime, nel terzo canto per giungere al quinto e assistere alla descrizione dell’amore tra Paolo e Francesca, dove purtroppo, il turbinio della bufera infernale, che non si placa, è stata sostituita da una costruzione scenica in cui gli amanti sono sdraiati su dei blocchi statici spinti manualmente. Punti salienti del poema i versi di Ulisse, Pier della Vigne, il Conte Ugolino e la straziante fine dei propri figli che sono stati curati con particolare attenzione. Il primo atto si conclude con l’aria “A riveder le stelle” , un concertato cantato da tutti i personaggi.

Qualche dubbio sugli abiti di scena non proprio in armonia con le scelte artistiche e la voce di Dante, che forse sarebbe stato meglio sostituire con Virgilio, almeno questi sono stati i commenti tra il pubblico. Se si resta svegli fino alla fine si arriva alla parte più armonica del musical: il Paradiso. L’ambiente cambia atmosfera, i riflettori illuminano la scena. Finalmente Dante incontra l’amata Beatrice e, come nella migliore tradizione amorosa, la donna rimprovera l’uomo, anziché essere felice di averlo ritrovato, ma è bastata una genuflessione e Dante è perdonato.

Il canto comune della “Preghiera alla Vergine Madre” conclude in bellezza il secondo e ultimo atto. Si riallaccia alle note iniziali il concertato finale ”l’Amor che move il sole e le stelle” in cui la musica e il canto si legano perfettamente tra di loro regalando una chiusura veramente unica. Bravi i cantanti, Vittorio Bari (Aligheri), Mariangela Aruanno (Beatrice), Lalo Cibelli (Virgilio), Valentina Spreca (Francesca), Paolo Bianca, Giorgio Adamo, Giovanni De Filippi, Elena Tavelli.

Finalmente uno spettacolo musicale tratto da uno scritto italiano tra i più importanti e conosciuti che rappresentano l’arte italiana nel mondo e non una copia dei musical d’oltreoceano. Un lavoro di grande impegno che già dal 2007 ha visto un’evoluzione ed un miglioramento, e che si spera possa diventare un punto di riferimento per altri spettacoli del genere.

Daniela Scamporrino

Foto del redattore