Il turno S1 al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, riservato alle scolaresche, dà l’opportunità di conoscere, capire ed apprezzare l’Opera come manifestazione artistica, musicale e culturale.
Beatrice di Tenda, è una delle ultime opere creata da uno dei più grandi compositori italiani dell’Ottocento, originario della nostra città: Vincenzo Bellini.
Egli compone questa tragedia, tre anni prima di morire e la sua prima messa in scena non fu un successo. Martedì 7 dicembre tutti gli astanti hanno potuto beneficiare di uno spettacolo davvero unico del Bel Canto con una lirica chiara. Lo spettacolo, ricco di colori forti e variopinti, sottolinea la capacità che ha la donna di vivere intensamente e in maniera sfaccettata le diverse vie dell’amore. A metà del primo atto sembrava di essere in un quadro espressionista in cui l’autore avesse dato colpi di pennello alla propria tela. Di contro, tutti gli uomini presenti sulla scena hanno indossato lo smoking, incarnando l’opposta incapacità di vivere un sentimento in maniera unica, rigida e devastante senza possibilità di perdono. Una fruizione comunicativa, semplice, basata su elementi comprensibili dai bambini più piccoli di dieci anni, ai ragazzi più grandi di diciassette. Un breve giro tra i posti a sedere e nel foyer per verificare come questa storia sia stata apprezzata: il gruppo di circa dieci fanciulli, sapientemente preparati e accompagnati dalle loro maestre, hanno seguito assorti i due tempi, rilevando la centralità dell’orchestra che rimane sempre il punto di maggiore emozione. I ragazzi delle scuole medie e delle superiori, presi a campione tra i presenti, anch’essi al seguito delle loro insegnanti ed alla loro prima esperienza operistica, hanno potuto verificare come il melodramma non sia una forma di espressione decaduta e stantìa ma una fonte che comunica sentimenti moderni e che può essere vissuta da tutte le generazioni.La trama dell’opera racconta, infatti, dell’amore del duca Filippo Maria Visconti verso Agnese e della tragica fine di Beatrice ancora intimamente legata al defunto marito, condannata a morte dallo stesso duca. All’interno del racconto, l’intreccio di un inganno, con sottrazione di testi manoscritti lettere o diario; chi non può affermare che almeno una volta nella vita non abbia scritto del proprio amore tra le pagine di un libretto e che per gelosia qualcuno lo abbia sottratto al legittimo proprietario?
La realizzazione della scenografia semplice ed essenziale per l’uso di colori e di strutture di scena, ne ha fatto un prodotto da registrare. La Dynamic, importante casa editrice del settore, realizzerà un DVD per l’occasione. Le nuove tecnologie hanno fatto il loro ingresso dalla porta dei palchetti, lì infatti erano installate alcune attrezzature per riprendere ed immortalare la rappresentazione. Fondamentale l’uso del proiettore che ha inviato immagini di forte impatto visivo evitando la costruzione di tradizionali oggetti di scena. Un susseguirsi di fotografie in movimento che hanno stimolato il livello onirico del fruitore. Un gran bel lavoro, per una pressoché sconosciuta opera che, grazie alle nuove forme di diffusione mediatica, sarà gustata da un pubblico sempre più vasto.
Daniela Scamporrino
Foto: www.teatromassimobellini.it
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Beatrice di Tenda: il melodramma tra nuovi media e nuove generazioni.













