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Sudafrica 2010: l'Italia ci riprova.

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Chissà cosa avrà pensato Marcello Lippi quando Fabio Quagliarella ha siglato il gol del pareggio nell’amichevole pre-mondiale di sabato contro gli amici svizzeri. Magari dentro di sé ha sperato che quell’uno a uno rimanesse fino alla fine. E così è stato. Questioni di scaramanzia. Si, perché prima della gloriosa spedizione tedesca del 2006 fu lo stesso: gol di  Gilardino e risposta di Gygax nell’ultima amichevole. Proprio come sabato: gol dell’udinese Inler e stoccata di Quagliarella. E la stessa cosa era successa nell’82: pareggio contro la Svizzera. Ma quelle non erano faccende lippiane. Attacchiamoci pure alla cabala, alle coincidenze, alla scaramanzia. Tutto fa brodo. Perché di buon calcio nelle due amichevoli, compresa quella di giovedì persa contro il Messico, se n’è visto poco. Squadra slegata, troppo schiacciata e in affanno contro i veloci centroamericani ( che non ci battevano da quarant’anni); decisamente meglio contro gli svizzeri, ma niente di speciale. Per vivere nuovamente “notti magiche” ci vorrebbe ben altro.
Ma si sa, quando il gioco si fa duro, gli azzurri sono sempre lì a lottare. E poi siamo i campioni del mondo in carica e gli altri ci temono anche per questo. Altri, sicuramente, sono più attrezzati dell’Italia per vincere, aggiungiamo noi. 

I campioni d’ Europa della Spagna possono contare su un centrocampo di palleggiatori eccelsi e su un attacco con un Pedro in più. L’Argentina sulla carta è forse la favorita ed ha a disposizione una batteria di attaccanti stupefacente. L’Inghilterra ha in Fabio Capello un timoniere assai esperto e abituato a vincere, oltre naturalmente a uomini di spessore. E poi, naturalmente, ci sono i brasiliani, i favoriti d’obbligo in ogni manifestazione. Per non dimenticare la Germania, l’Olanda che hanno fatto meraviglie nel girone di qualificazione, e ancora la Francia, forse quella che è messa peggio come autostima. Ma con gente come Ribery, Gourcuff, Henry, Malouda si mette un attimo a cambiare le sorti di una partita ed un mondiale intero.

Forse per gli azzurri sarà un mondiale di transizione. Chi lo sa. Forse riusciremo ad essere ancora protagonisti. O forse non lo saremo. Di sicuro c’è che dobbiamo tirar fuori le unghie, perché stavolta il pareggio contro la Svizzera potrebbe non bastare.

Angelo Giovanni di Nisi

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