Sabato 22 Maggio, al termine della finale di
Champions League tra Bayern e Inter che si giocava a Madrid, un uomo è stato ferito a morte da due coltellate fuori da un bar di Torino.
Edmondo Bellan, 63 anni, è deceduto subito dopo essere arrivato in ospedale. Ancora una volta, quella che doveva essere una festa, ci ha regalato una tragedia.Si è da poco concluso il campionato di
Seria A, il bilancio come sempre assomiglia a quello di un territorio di guerra, centinaia i feriti, molti dei quali gravi.
Gli scontri tra tifosi avversari si verificano ormai con allarmante periodicità, i motivi sono sempre più futili, le conseguenze sempre più gravi. Solo poche settimane fa, al termine di Roma – Inter,
Stefano Gugliotta, un ragazzo di 25 anni, sembra sia stato aggredito e picchiato dalle
forze dell’ordine che cercavano di arginare i tafferugli fuori dalle mura dello stadio. Stefano non era neppure stato allo stadio, passava di lì per raggiungere il cugino quando, scambiato per un ultras, è stato fermato a bordo del suo scooter e caricato selvaggiamente dagli agenti. Come dimenticare il triste episodio di
Gabriele Sandri, ucciso, in circostanze ancora al vaglio degli inquirenti, da un colpo di pistola sparato da un poliziotto da una parte all’altra della carreggiata dell’autostrada
A1. Gabriele si stava recando con alcuni amici a Milano per vedere la partita tra Inter e Lazio, la sosta in quell’autogrill gli è costata la vita.
Le intolleranze tra tifosi avversari sono costate la vita anche all’Ispettore Filippo Raciti al termine di un derby siciliano tra Catania e Palermo, l’ispettore, che si trovava a combattere in prima linea, è deceduto a causa di un trauma addominale al fegato e fratture multiple causate durante gli scontri.
L’episodio di Sabato 22 Maggio è solo l’ultimo di una serie di eventi che hanno macchiato il mondo del calcio è la nostra società tutta, sembra ormai che lo stadio, o qualsiasi altro posto dove il calcio si manifesti, siano diventate una zona franca per chi commette atti illeciti. Servono maggiori misure cautelative, ma soprattutto, pene più severe e certe, magari prendendo esempio da altri campionati, per esempio quello Inglese, dove il problema della sicurezza è stato egregiamente risolto. Il Calcio ha l’unica colpa di essere lo sport più amato e quindi più seguito, e in quanto tale ha bisogno di un organizzazione competente, che sappia gestire i migliaia di tifosi che amano il calcio, ma che soprattutto sia in grado di arginare quelle fazioni di disobedienti che strumentalizzano il calcio per motivi futili.
Siamo ormai alle porte del mondiale di calcio in Sud Africa, l’augurio ovviamente è quello di vedere lo spettacolo che il calcio sa offrire, senza quel riprovevole contorno che la società vuole affibbiargli.
Emmanuello Philip