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El hombre del destino

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Nella vita, basta poco e tutto può cambiare radicalmente. E non capita tutti i giorni di diventare da carneade a eroe. Questo è successo a Diego Milito: cinque anni segnava gol in serie B con la maglia del Genoa, adesso è l’attaccante del sogno nerazzurro diventato realtà. Un triplete storico firmato Milito: gol scudetto contro il Siena, gol ammazza Roma in Coppa Italia, doppietta meravigliosa contro il Bayern nella finale di Champions. Il Principe merita di diritto di salire al trono, adesso chiamatelo pure Re di Coppe

 Ibrahimovic non era entrato quasi mai nelle grazie interiste: tanti gol strepitosi in Italia, ma in Europa lui era una semplice comparsa e l’ha dimostrato anche quest'anno con il Barcellona. E poi quelle esultanze polemiche, quei continui mal di pancia (per un ingaggio di dodici milioni che non gli bastava mai)… L’Inter ha colto al volo l’occasione, ottenendo dal Barcellona Samuel Eto’o e un bel tesoretto di cinquanta milioni di euro. Moratti fa la spesa, compra Sneijder e gli ex genoani Thiago Motta e Milito, che insieme sono costati "solamente" venticique milioni di euro. Tutti storcono il naso, soprattutto per Milito, ritenuto (nonostante i suoi trenta anni) poco esperto per il calcio internazionale. Si sbaglieranno di grosso: trenta gol, uno più pesante dell’altro, Milito ha fatto meglio persino del leone camerunense Eto’o che sulla carta doveva essere lui il centravanti protagonista.

Magari non è stato uno spettacolo vederla giocare, ma l’Inter è stata quest’anno una corazzata vincente. Un muro spesso insormontabile che in pochi sono riusciti ad abbattere. Il Bayern Monaco di Van Gaal (maestro di Mourinho) ha tenuto palla tutta la partita, ha creato tante occasioni ma ha pagato dazio a causa di una difesa di burro. E il Milito di questi tempi non perdona nessuna distrazione. Questa in sintesi è stata Inter-Bayern. Persino l’addio di Mourinho passa in secondo piano di fronte alle prodezze del Principe diventato Re.

A fine gara, Milito ha dichiarato in maniera sibillina che ha ricevuto un’offerta importante. Ma da chi? Magari dalla futura squadra di Mourinho (il Real Madrid) o dal Barcellona che secondo voci di mercato vorrebbe già scaricare Ibra. Dietro quella frase potrebbe anche nascondersi una giustificata richiesta di adeguamento del contratto. Di una cosa intanto siamo sicuri: il CT argentino Maradona, già contestato in patria per le convocazioni del mondiale sudafricano, rischierà la gogna mediatica se non fa giocare Milito. Un giocatore che non è nelle sue grazie, cui potrebbe preferirgli per il ruolo di prima punta il bomber del Real Madrid Higuain o l’attaccante del Boca Juniors Martin Palermo (che porta sul groppone trentasette primavere!). Il Pibe de Oro dovrebbe riflettere su una cosa: bisogna battere il ferro finché è caldo. Milito, in un ipotetico tridente con Messi e uno tra Aguero e Tevez, continuerebbe il suo stato di grazia assoluta e permetterebbe all’Argentina di cullare sogni mondiali. L’hombre del destino pretende tutto e subito, adesso reclama un posto tra gli dei del calcio.

                                                                                                                                         Pasqualino D’Amico

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