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Sono il presidente del Liverpool ma tifo Chelsea

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Se fosse successo in Italia si sarebbe sicuramente scatenato il finimondo. I termini più disparati di pastetta, combine e via dicendo si sarebbero rincorsi alla vigilia di una partita fondamentale per il destino di due delle più importanti squadre in campionato. In Inghilterra non succede tutto questo.

Capita, infatti, che il neopresidente del Liverpool Martin Broughton dichiari apertamente di tifare da 55 anni Chelsea e proprio alla vigilia del match contro la squadra allenata da Carlo Ancellotti. Broughton ha, infatti, dichiarato di non recarsi allo stadio per rispetto nei confronti dei tifosi dei reds perchè non potrebbe trattenere scatti emozionali di fronte alla squadra del cuore. E la partita fra le due squadre potrebbe cambiare il futuro del campionato con il Chelsea che, in caso di sconfitta, potrebbe perdere il campionato a tutto vantaggio del Manchester allenato da Sir Alex Fergusson.

Bisogna anche dire che il Liverpool ha cambiato presidenza a causa dei guai finanziari. Broughton è stato chiamato a salvare la baracca e quindi non è stata una sua personale scelta quella di guidare il club allenato da Rafa Benitez.

Il fatto, singolare e anche divertente in se, dovrebbe far compiere una riflessione non indifferente sulla mentalità che domina il calcio anglosassone. Oltre alle questioni inerenti sicurezza, stadi senza barriere etc bisognerebbe pensare a come una notizia del genere possa essere accolta nel nostro Paese.

Immaginare il presidente della Lazio che alla vigilia della partita con il Milan dichiara di tifare apertamente per la squadra avversaria avrebbe scatenato rivolte. Tifosi in piazza, striscioni offensivi e quant'altro. Basti pensare che Balotelli, al centro di numerosi casi mediatici per il suo carattere sicuramente non semplice, per aver indossato la maglia dell'amato Milan è stato bersagliato dai tifosi e, cosa strana per la sua pacifica indole, anche il presidente Massimo Moratti non ha risparmiato una frecciatina al talento bresciano.

Differenze profonde di mentalità che tutti diciamo di voler sanare ma in cui siamo coinvolti in modo forse irreparabile. Forse è proprio per questo che lo Special One, condottiero interista, dichiara sempre il suo amore per il calcio d'oltremanica e il suo odio per quello che ruota intorno a quello italiano. Bisognerebbe andare a lezione d'inglese? Forse si, ma come si può negare che questa tensione populista che coinvolge ogni partita sia anche il sale e la componente speciale del nostro calcio? Ad ognuno il suo, quindi, e se dovessimo vedere un presidente che dichiara apertamente di tifare per un'altra formazione controlliamo la sua carta d'identità perchè potrebbe essere britannico.

Antonio Borzì

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