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Calcio, serie A: un Catania "fantasma" crolla a Livorno

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Domenica da dimenticare per il Catania di Sinisa Mihajlovic, che nella partita contro il Livorno all'"Armando Picchi", valevole per la 35a giornata di Serie A, subisce una sconfitta inequivocabile sia sul piano del risultato che sul piano del gioco. Una partita che lascia decisamente perplessi, se si guarda al fatto che la squadra amaranto, nonostante il successo di oggi, ha incassato la certezza matematica della retrocessione in serie B, il cui spettro aleggiava comunque da diverso tempo sugli uomini di Ruotolo.

Il tecnico campano schiera un 3-4-1-2 con De Lucia in porta al posto dell'infortunato Rubinho, Galante, Knezevic e il giovane Bernardini in difesa, a centrocampo Vitale e Raimondi sugli esterni e Bergvold e Moro, che ha vinto il ballottaggio con Pulzetti, al centro e Di Gennaro dietro le due punte Lucarelli e Bellucci; consueto 4-3-3 per Mihajlovic con Andujar tra i pali, Alvarez e Capuano esterni difensivi al fianco di Terlizzi e Silvestre, Delvecchio proposto come titolare a centrocampo insieme alle "colonne" Biagianti e Ricchiuti, Mascara e Izco esterni alti dietro l'unica punta Maxi Lòpez.

La partita, in uno scenario che non è azzardato definire deprimente ( appena 4.000 spettatori e curva amaranto lasciata vuota dai tifosi in segno di protesta contro la dirigenza), comincia con pochi squilli: atteggiamento guardingo da parte delle due squadre, rossazzurri un pò più intraprendenti con Delvecchio che al 5' spreca di testa da posizione favorevole e Ricchiuti che alcuni minuti più tardi commette un errore elementare calciando a lato un diagonale rasoterra a tu per tu con De Lucia. Da segnalare anche un gol annullato a Maxi Lòpez per fuorigioco dell'autore dell'assist Ricchiuti. Col passare dei minuti tuttavia vengono fuori i toscani, che crescono nel possesso palla ma anche in termini di pericolosità con un bel sinistro dal limite di Bergvold deviato in angolo da Andujar, uno dei pochi a salvarsi dal successivo crollo. Non succede più altro nel primo tempo che si caratterizza per uno sterile possesso palla dei padroni di casa e la prevedibilità della manovra ospite.

La partita si decide tutta nel primo quarto d'ora della ripresa. Al 48' Di Gennaro entra come una lama nel burro nell'area etnea e cade a terra: Capuano interviene in netto ritardo da dietro, l'attaccante ex Milan accentua decisamente la caduta ma l'arbitro Pierpaoli concede giustamente il rigore ed espelle il terzino di Torre Annunziata per doppia ammonizione; capitan Lucarelli spiazza Andujar e porta in vantaggio i labronici. E' solo l'inizio: il Catania disperatamente si riversa in avanti ma concede grandi spazi alla squadra di Ruotolo, che al 58' colpisce un palo con Raimondi ma trova il raddoppio appena un minuto dopo con bellissimo destro sotto l'incrocio di Bellucci. Catania groggy, annichilito dal Livorno più bello dell'anno nel giorno della sua retroccessione. Mihajlovic ancora prima del raddoppio livornese è corso ai ripari inserendo Potenza per Ricchiuti, mentre Ruotolo concede di prendere parte alla festa anche a Mozart. Al 65' un altro contropiede micidiale che porta al terzo gol, che porta la firma di Bergvold, abile a superare Andujar con un rasoterra dal limite sfruttando un enorme vuoto davanti a sè. Catania sfilacciato, impotente e sballottato da una parte all'altra dalle incursioni livornesi. Ci sarebbero anche le condizioni per un quarto gol, ma Lucarelli, quest'anno mai così vicino alla porta, spedisce un tiro d'esterno al volo a lato da buona posizione. Mihajlovic concede l'ultimo quarto d'ora a Morimoto al posto di Delvecchio: il giapponese vivacizza quantomeno in parte la manovra, agendo molto sulle fasce ma trovandosi puntualmente solo contro due o tre uomini. Il Livorno arriva sempre per primo sul pallone, il Catania sbaglia passaggi, dribbling e posizionamenti, praticamente tutto. Effimero il bellissimo gol, su una spettacolare rovesciata, di Maxi Lòpez all'87': un gol che vale tanto per il giocatore, alla sua nona rete in 13 partite, ma che non salva la sua squadra da una sconfitta umiliante, che deve far riflettere. Finisce 3-1 per il Livorno che, vista la vittoria del Bologna sul Parma, è distante 10 punti dalla zona salvezza e deve tornare in serie B appena dopo la promozione dello scorso anno.

Si tratta di una retrocessione meritata per una squadra che aveva messo abbastanza fieno in cascina nella parte finale del girone d'andata, con Cosmi in panchina, per poi cedere di schianto al ritorno, in cui finora ha raccolto appena 8 punti; nonostante ciò, Lucarelli e compagni oggi hanno onorato fino in fondo l'impegno, con tutte le difficoltà che lo scenario riservava: una partita disputata in maniera impeccabile, con la difesa che ha corso pericoli solo all'inizio, un centrocampo finalmente abile a supportare degnamente lo sterile reparto offensivo( 25 reti all'attivo in questo campionato). Se dall'altra parte c'è stata una partita perfetta, lo stesso non si può certo dire per il Catania, in cui oggi non è funzionato proprio nulla. Quasi tutti i ragazzi di Mihajlovic sono sembrati molli, privi di quella grinta che ha fatto guadagnare loro 31 punti in un girone: manovra lenta e prevedibile, centrocampo incapace di costruire un'azione efficace e inconsistente in fase di copertura e troppi errori individuali sono stati i fattori più evidenti di una prestazione non certo all'altezza di una squadra che oggi doveva ottenere la salvezza matematica e invece dovrà sostenere una prova molto delicata contro la lanciatissima Juventus che rincorre disperatamente la quarta piazza e che giocherà sicuramente con molta più determinazione del Catania visto quest'oggi; con un occhio, ovviamente, allo scontro diretto Atalanta-Bologna, con i padroni di casa che delimitano la zona rossa con 34 punti, 6 in meno della banda di Mihajlovic. Il Livorno invece è atteso a Marassi dalla Sampdoria di Delneri, anch'essa impegnata nella corsa per i preliminari di Champions.

Michele Patanè

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