Tra i tifosi, memori dell'impresa sfiorata a San Siro con il Milan e consapevoli della striscia di 4 vittorie consecutive in casa, si respirava aria di salvezza alla vigilia di una partita da molti considerata una pura formalità: il Siena di Malesani è penultimo con alle spalle solo il Livorno che attende le prossime giornate per vedersi matematicamente retrocesso in serie B.
L'importanza della partita è stata comunque avvertita dagli uomini di Mihajlovic, che in settimana hanno preparato l'impegno senza avvicinarsi ai microfoni per via del silenzio stampa deciso dalla società, di comune accordo con il tecnico. Un modo per incrementare la concentrazione e battere i toscani, mai sconfitti dai rossazzurri in serie A e anzi reduci da 2 vittorie consecutive ( lo 0-3 al "Massimino" dell'anno scorso e il rocambolesco 3-2 dell'andata al "Franchi", che costò l'esonero a Gianluca Atzori).Il Siena dal canto suo si avvicinava alla sfida con la consapevolezza di potere solo vincere per mantenersi a distanza ravvicinata dalla zona salvezza: il viaggio verso la Sicilia della squadra di Vergassola e compagni è già di per sè carico di pensieri, ma assume i contorni dell'Odissea quando il sabato mattina sono impossibilitati a partire con l'aereo per via del blocco degli scali causato dalla nube del vulcano islandese; partiranno nel pomeriggio in pullman e arriveranno a Catania alle 7 di sera.
Lo stadio è abbastanza pieno grazie alla riduzione dei prezzi decisa dalla dirigenza e adottata già in altre gare quest'anno; il tempo è nuvoloso con a tratti una leggera pioggia che non infastidisce i giocatori e la temperatura mite. Mihajlovic e Malesani ricorrono al 4-3-3: il tecnico serbo schiera Andujar tra i pali, Alvarez e Capuano come esterni difensivi, Silvestre e Terlizzi centrali, Carboni mediano affiancato da Biagianti e Ricchiuti, Izco e Morimoto esterni offensivi dietro Maxi Lòpez; Malesani invece scende in campo con Curci in porta, Del Grosso, Malagò, Cribari e Rosi in difesa, Ekdal davanti alla difesa con Vergassola defilato a sinistra e Tziolis a destra, Ghezzal e Maccarone mezzepunte dietro l'argentino Larrondo.Gli ospiti si affacciano un paio di volte in area catanese, ma il vantaggio è dei padroni di casa: al 10' rilancio della difesa, pallone che finisce nella trequarti avversaria, Biagianti di vince di testa un rimpallo con un avversario e serve in qualche maniera Maxi Lòpez in posizione regolare, che controlla la sfera col petto, brucia Malagò e infila Curci con un destro sotto la traversa da posizione angolata. Il gol stordisce il Siena che per il quarto d'ora successivo è in balìa delle giocate di un Ricchiuti anche oggi positivo e delle ripartenze di un Morimoto nell'insolito ruolo di ala: proprio il nipponico, al 31', sulla destra supera in velocità e di gran classe due avversari e penetra in area di rigore dove viene atterrato, non per l'arbitro Gava che lo ammonisce per simulazione. Il Siena rialza la testa e si fa pericoloso sulle palle inattive: Vergassola colpisce il palo di testa su angolo di Maccarone, poi Del Grosso scheggia la traversa su punizione. Del Catania prima dell'intervallo un ottimo spunto di Ricchiuti, servito da Biagianti, che in area di rigore dalla sinistra pennella un cross perfetto ma nella terra di nessuno, con Morimoto fuori posizione anticipato da Cribari. Il primo tempo finisce con il pubblico di casa che applaude i rossazzurri per il vantaggio e per la capacità di soffrire e resistere contro un avversario venuto per fare bottino pieno.
La ripresa, però, è un'altra storia. Il Siena parte con il piede sull'acceleratore e al 49' perviene al pareggio con Maccarone che con un perfetto colpo di tesa su cross dalla destra supera Andujar; appena un minuto dopo, però, Ricchiuti avanza con palla al piede fino al limite dell'area di rigore e, lasciato pressochè libero, serve in profondità in area Biagianti, con il centrocampista numero 27 che insacca con un delizioso diagonale destro sul palo lontano. Mihajlovic fa uscire Ricchiuti e i rossazzurri perdono fantasia e spinta, ma finchè Morimoto e Biagianti corrono, i rossazzurri si rendono pericolosi e al 59' il giapponese viene sgambettato in area da Ghezzal: Gava stavolta accontenta i padroni di casa concedendo il rigore, che però Lòpez si fa parare da uno strepitoso, nell'occasione, Curci. Il rigore fallito pesa come un macigno sul morale dei rossazzurri, inspiegabilmente stanchi e sbandati, anche a causa dell'assenza dello squalificato Mascara e di Martinez ancora infortunato: non può che approfittarne il Siena, che sfiora il gol prima con Reginaldo( pericolosissima puntata sopra la traversa) e Cribari ( tiro di poco a lato da posizione favorevole). Maccarone è una lama nel burro e da lui vengono i maggiori pericoli, con Alvarez incapace di tenerlo a bada. Gli ospiti pervengono meritatamente al pareggio al 69' con un destro da fuori di Vergassola, che grazie ad una deviazione supera Andujar. Il Siena detiene il possesso palla ma si rende pericoloso solo in una circostanza, mentre Morimoto spreca una grande opportunità calciando su Malagò da posizione favorevole. Malesani nonostante le quattro punte non riesce a fare bottino e il Siena ottiene un punto che ha sapore amaro, mentre il Catania manca la 5/a vittoria consecutiva ma soprattutto la possibilità di mettersi al sicuro: la vittoria dell'Atalanta accorcia il divario sulla zona rossa a 6 punti.
La prossima giornata vedrà i rossazzurri chiamati a vincere a Livorno contro la squadra di Ruotolo, ormai abbandonata dai tifosi, mentre il Siena avrà a che fare con un'altra trasferta delicata a Udine.
Michele Patanè
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