Vincere 3 Champions League in 6 anni e giocare il calcio più bello del mondo con interpreti “marziani” (da Messi a Xavi) significa entrare di diritto nella storia. Il Barcellona è in questo momento la squadra più forte del momento e la vittoria contro il Manchester United nella finale di Wembley l’ha dimostrato: i “Red Devils” trattati come sparring partner, nonostante l’illusorio pareggio di Rooney. Il 3-1 di ieri poteva essere anche un 5-1 o persino un 7-1.
Pedro Domiguez, Messi e Villa: sono loro gli autori dei gol che mandano in visibilio Barcellona. Dietro il loro zampino c’è un gruppo formidabile guidati da Guardiola (che dopo aver stravinto contro Mourinho, lo fa per la seconda volta contro Ferguson), ma anche i limiti del Manchester United incapace di fronteggiare il possesso palla martellante dei catalani, con il portiere Van der Sar che con la finale di ieri ha molto probabilmente chiuso in negativo la sua carriera.
Fa impressione soprattutto una cosa: il Barcellona è una squadra giovane, quindi potenzialmente in via di miglioramento, dove ha un ruolo fondamentale la “mitica” Cantera, che alleva i ragazzi e li fa diventare dei “marziani del calcio”. Non è la consueta multinazionale, come Inter o Real Madrid, ma un gruppo di spagnoli accompagnati da qualche straniero che fa la differenza (basti pensare ovviamente a Messi: 100 gol in due stagioni). Qui si gioca per “emozionare” (come ha detto di recente Johan Crujff, altro “mostro sacro” del calcio e come del resto faceva il Milan di Sacchi), non solo per il risultato. Ed è inevitabile come un vincente come Ibrahimovic è letteralmente fuggito verso Milano dalla Catalogna perché corpo estraneo nel meccanismo perfetto di Guardiola.
A questo punto, guardando in casa nostra, ci si chiede quali siano le contromosse per fronteggiare il dominio del Barcellona. Visto che neanche in Inghilterra ci sono riusciti (il Manchester ha perso due finali su due contro il Barcellona negli ultimi tre anni), c’è da preoccuparsi. Abbiamo regalato alla Germania il famigerato quarto posto Champions, giochiamo persino con sufficienza nelle occasioni che contano, spesso sfiatati e distratti dalle pressioni del campionato. Non ci resta che celebrare la squadra dei marziani e la sua cantera: da noi i giovani vengono giudicati troppo in fretta e mandati nelle categorie inferiori, a Barcellona diventano subito Campioni di Spagna, d’Europa, del mondo…
Fonte foto:http://it.123rf.com/photo_8779763_gruppo-di-giocatori-di-fc-barcelona-durante-il-match-tra-barcellona-e-malaga-cf-allo-stadio-camp-nou.html
Pasqualino D’Amico
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