Tempo di bilanci in Serie A. Sugli scudi Udinese, Milan, Napoli ed Inter, bocciati senza appello Sampdoria, Juventus, Bari e Brescia.
BARI voto 4: massacrata da una campagna acquisti disastrosa (non sufficientemente sostituiti Ranocchia e Bonucci, pochi arrivi di valore) e da una serie interminabile d'infortuni, la compagine pugliese, fanalino di coda, ha deluso soprattutto per la qualità del gioco. Ha ottenuto pochi punti in casa: il San Nicola è troppo grande per il Bari. L’avvento di Mutti (in sostituzione di Ventura) non ha sortito alcun effetto. Uniche luci in questa stagione l’1-1 di San Siro contro il Milan e l’esplosione di Francesco Grandolfo, 18enne di belle speranze, autore di una tripletta.
BOLOGNA voto 6-: la scellerata gestione Porcedda e il rischio fallimento aveva trasformato un gruppo di futuri disoccupati del calcio italiano in una squadra meravigliosa. Nonostante la penalizzazione di 3 punti, il Bologna era persino ai margini della zona Europa. Poi l’avvento della nuova società, e le motivazioni improvvisamente svaniscono: se si fosse giocato altre 4-5 domeniche, sarebbe stata probabilmente in B.
BRESCIA voto 4,5: non era male come squadra il Brescia, soprattutto in attacco, con gente di livello come Caracciolo e Diamanti. Ma quando manca la convinzione e la tranquillità nelle partite fondamentali e una base societaria stabile (Corioni ormai fa il presidente più per onor di firma), la retrocessione diventa inevitabile.
CAGLIARI voto 5,5: motivazioni uguali a quelle del Bologna, solo che qui la società c’è e come. Cellino alterna plusvalenze (vedi Matri alla Juve) a colpi di testa (il caso Marchetti). L’arrivo di Donadoni (in luogo di Bisoli) aveva dato smalto ai sardi, ma poi un calo fisiologico e di motivazioni ha fatto imbestialire la piazza.
CATANIA voto 6,5: i rossazzurri (a tinte argentine) confermano la Serie A per il quinto anno di fila, mettendo in mostra alcuni gioielli pronti per la vendita (vedi Silvestre), ma complicandosi spesso la vita con il solito tremendo rendimento da trasferta. Il derby con il Palermo e l’unica vittoria in trasferta con il Brescia sono stati il punto più alto della stagione La gestione Giampaolo è stata negativa, quella di Simeone più che buona dopo una partenza a rilento. Il completamento del centro sportivo di Torre del Grifo permetterà alla società di dedicarsi al rafforzamento della squadra, per puntare ad obiettivi più nobili ed ardui della salvezza.
CESENA voto 7: alla vigilia tutti avrebbero scommesso sulla retrocessione dei romagnoli, invece la squadra di Ficcadenti ha ottenuto una clamorosa salvezza. Dopo una partenza a razzo, un periodo lungo di appannamento fino al rilancio decisivo verso la gloria. Campedelli, contro tutto e tutti, ha confermato Ficcadenti nonostante tanti risultati negativi: la sua testardaggine è stata premiata. Parolo, Giaccherini, il “primo” Nagatomo e Jimenez i più positivi.
CHIEVO voto 6,5: la squadra veronese non delude neanche questa volta: non ha grandi nomi, ma ha un collettivo capitanati da Pellissier che fa la differenza. La società inoltre permette di lavorare in maniera tranquilla. Salvarsi da queste parti ha sempre un sapore speciale, per una compagine la cui presenza fa bene al calcio italiano.
FIORENTINA voto 5- : Mihajlovic non ha ripetuto i miracoli di Catania, ma la colpa non è solo sua. A Firenze si è lavorato male: la campagna acquisti non è stata all’altezza, alcuni giocatori hanno deluso (e persino strizzato l’occhio ad altre società, vedi Montolivo). Un altro anno senza Europa per Firenze è troppo.
GENOA voto 6: una stagione senza infamie e con qualche lode, dove ha influito anche il mercato di gennaio (con Preziosi che ha rischiato tanto, creando ottime basi per la prossima stagione). Il derby vinto al 97esimo contro la Samp è stato il punto più alto. Buona la gestione di Ballardini, dopo l’allontanamento di Gasperini, idolo dei tifosi. Un appunto: bisogna subito cercare un portiere di qualità, "Paperino" Edoardo non è da Serie A.
INTER voto 7,5: in fondo non è stata una stagione così negativa. I nerazzurri hanno vinto Mondiale per club e Supercoppa Italiana, e sono finalisti in coppa Italia nonchè vice-campioni d’Italia. Benitez (il tattico) è stato mal digerito dallo spogliatoio e da Moratti, Leonardo (il carismatico) al contrario ben accolto con buona pace dei milanisti. Le sconfitte nei derby e l’umiliante sconfitta contro lo Schalke 04 chiudono però idealmente il ciclo di Milito & Company: Mourinho manca eccome!
JUVENTUS voto 3: Andrea Agnelli aveva allestito con Marotta e con Del Neri una squadra che doveva puntare alla qualificazione in Champions League, invece i bianconeri si ritrovano con il consueto pugno di mosche. Molte delusioni, molti i soldi buttati via in pseudo-campioni sopravvalutati. Ci vorrebbe un sergente di ferro (Conte?) per rianimare la Vecchia Signora e soprattutto tanta ma tanta pazienza per dimenticare la “maledizione di Calciopoli”.
LAZIO voto 7: i laziali sono stati nelle prime 4 posizioni per buona parte del campionato, ma nel volatone finale con l’Udinese e la Roma si sono dovuti accontentare del quinto posto a causa di un crollo fisico e mentale. Hernandes il “profeta” l’acquisto più azzeccato, ma per volare alto ci vuole un bomber, il vero limite della squadra dell'aquila Olimpia.
LECCE voto 6,5: ecco l’esempio di una squadra che si salva grazie alle “genialate” di un allenatore (De Canio), che pur avendo una difesa da Prima Divisione (la più bucata della Serie A) e più in generale una squadra non all’altezza di questo campionato riesce ad ottenere il massimo. Peccato che De Canio andrà via: bisogna quindi trovare un altro allenatore forte ed un organico più completo, altrimenti la salvezza sarà un miraggio. Anche se l'annunciata vendita della società crea ulteriori tensioni...
MILAN voto 9: i Campioni d’Italia mettono fine al dominio nerazzurro grazie ad un ottimo allenatore (Allegri), a nuovi acquisti azzeccati (su tutti Boateng, Ibrahimovic e Robinho) e giocatori che si sono ampiamente riscattati (come Abbiati e Seedorf). Ma il migliore di tutti è Thiago Silva, un’autentica muraglia che fa la differenza. Qualche ritocco e i rossoneri potranno puntare alla Champions (che delusione contro il Tottenham!).
NAPOLI voto 8: Cavani (vice capo-cannoniere della Serie A con 26 reti), Hamsik e Lavezzi e l’allenatore Mazzarri con il suo gruppo di “uomini duri” regalano a Napoli il sogno chiamato Champions, alla vigilia qualcosa di inimmaginabile. Ora De Laurentiis dovrà per forza di cose mettere mani al portafoglio, allestendo una rosa ancora più competitiva, per rinverdire i fasti di Maradona. In effetti se ci fossero stati dei ricambi all'altezza, si poteva andare più avanti in Europa League e sognare un clamoroso scudetto, ma per quello c'è tempo...
PALERMO s.v. : che voto dare ad una squadra che alterna mirabilie (la finale di Coppa Italia, la vittoria contro il Milan) ad autentiche sciagure (lo 0-7 contro l’Udinese, il 4-0 contro il Catania)? Attendiamo la finale di domenica per capire che Palermo è. Zamparini e Rossi si sono amati ma soprattutto odiati per tutta la stagione. Difficilmente il condottiero dei rosanero rimarrà l'anno prossimo. I tifosi non possono stare mai tranquilli con Zamparini ma intanto sognano il colpaccio per portare in Sicilia il primo trinofo a livello nazionale.
PARMA voto 5,5: per la qualità della rosa, i ducali potevano ambire ad obiettivi più importanti. Hanno rischiato a più riprese il crollo, ma poi l’avvento di Colomba (al posto di Marino) ha ridato ossigeno e soprattutto quei punti (vedi soprattutto la vittoria contro l’Inter) che garantiranno al sodalizio di Ghirardi un’altra stagione in A.
ROMA voto 5: i terremoti societari finiti felicemente con l’arrivo dell’americano Di Benedetto hanno condizionato indubbiamente la stagione della Roma, che aveva però le carte per puntare ad obiettivi importanti. Bizze di spogliatoio nonché la scarsa concentrazione hanno limitato i giallorossi. L’umiliazione contro lo Shaktar ha lasciato il segno. L’arrivo di Montella (al posto di Ranieri) aveva illuso una fantastica rimonta per il quarto posto, ma la qualificazione in Europa League è il traguardo più giusto.
SAMPDORIA voto 2: dalla Champions alla serie B. Cassano e Pazzini svenduti e non sostituiti con gente non all’altezza, squadra senza carattere, società e allenatori (Di Carlo e soprattutto Cavasin) inadeguati. I tifosi doriani piangono di brutto, il derby contro il Genoa perso all’ultimo minuto sarà una ferita difficilmente da rimarginare. Solo il prossimo ritorno in Serie A potrà cancellare l’incubo, ma non bisognerà sottovalutare Gubbio, Nocerina, Albinoleffe, Cittadella e l’agguerrita compagnia bella…
UDINESE voto 10: ma sì, l'Udinese merita il 10, più del Milan Campione d'Italia! Dopo un inizio terrificante, la grande risalita e il trono tra le grandi d’Italia. Gioco spettacolare, calciatori straordinari (il capocannoniere Di Natale, Sanchez, Armero ed Inler) ed un allenatore (Guidolin) che dopo anni di fatiche ottiene la prima qualificazione in Champions. E’ proprio vero: Udine è una miniera d’oro. Sarà caccia grossa ai talenti friulani, ma bisognerà sborsare tanti, ma tanti soldini…
Fonte foto: http://www.blogmilan.it/milan-udinese-probabili-formazioni.html
Pasqualino D’Amico
| < Prec. | Succ. > |
|---|















