Finisce ufficialmente il dominio nerazzurro in Italia, durato (considerate anche le sentenze di Calciopoli) ben cinque anni. Il Milan, esce indenne a Roma (0-0) e si aggiudica matematicamente il suo diciottesimo scudetto.
La partita
C’era grande attesa per l’anticipo della trentaseiesima giornata. Da una parte la Roma, desiderosa di agguantare il quarto posto utile per la qualificazione ai preliminari di Champions, dall’altra naturalmente il Milan, a cui basta un punto per vincere lo scudetto.
Nel primo tempo, il Milan (che annovera il ritorno dell’Ibra “furioso”) fa possesso palla per addormentare la partita, mentre la Roma cerca di sfruttare alcuni contropiedi con il 4-2-3-1 di Montella, che segue fedelmente i dettami di Spalletti, suo ex allenatore tempo fa. L’occasione più pericolosa, infatti, è di Vucinic, ma Abbiati chiude lo specchio e mette al sicuro il risultato. Nella ripresa Allegri striglia i suoi, e si vede il vero Milan: Robinho prende un palo clamoroso, Ambrosini cicca il pallone su un’azione di calcio d’angolo, Boateng su assist dello stesso biondo centrocampista rossonero spreca davanti a Doni di qualche centimetro. La Roma (entra Borriello) non incide, il Milan ne prende felicemente atto e fa girare nuovamente il pallone fino al liberatorio fischio finale.
Tutti i perché di un trionfo
Dopo un inizio un po’ altalenante con alcuni passaggi a vuoto (in primis le sconfitte contro Cesena, Roma e Juventus), il Milan ha preso in mano il campionato, evitando gli assalti di Lazio (poi risucchiata nel gruppo del quarto posto), del regolarissimo Napoli e dell’Inter (in rimonta). In particolare, tutti gli scontri diretti sono stati favorevoli ai rossoneri. Il derby vinto 3-0 è stato sicuramente il colpo di grazia dato al campionato e all’Inter (che avrebbe poi vanificato persino la Champions, perdendo 5-2 in casa contro lo Schalke). Proviamo ad individuare tutti i perché di un trionfo.
Il mercato: Il Milan ha vinto principalmente il campionato anche grazie alle oculatissime scelte di mercato, sia nella sessione estiva che in quella invernale. In particolare gli innesti di Boateng (in comproprietà con il Genoa: sarà una bella sfida con i liguri), di Ibrahimovic (fuggito dallo spogliatoio di Barcellona), di Robinho (desideroso di riscatto dopo anni d’incertezze tra Madrid e Manchester) e successivamente di Van Bommel e di Cassano hanno migliorato qualitativamente e quantitativamente la rosa, dopo anni all’insegna dell’austerity e di affari andati male.
L’allenatore: dopo la discussa gestione precedente dell’attuale allenatore interista Leonardo (tra alti e bassi, culminati con i litigi con il presidente Berlusconi), il Milan ha trovato in Allegri un condottiero alla stregua dei vari Ancelotti, Capello e Sacchi. Allenatore pragmatico, l’ex cagliaritano ha saputo gestire con intelligenza e con relativa tranquillità un gruppo fatto di campioni già affermati e vincenti e giovani affamati. Il 4-3-1-2 è il suo marchio di fabbrica, Boateng trequartista (che era stato acquistato per fare il mediano) la sua scoperta più bella. Primo scudetto al primo anno: i numeri danno ragione al tecnico livornese, che può persino puntare alla doppietta essendo in gioco anche in Coppa Italia. Unico neo, la Champions, persa in maniera sfortunata contro il Tottenham agli ottavi di finale.
La rosa: in tanti hanno contribuito alla festa rossonera. Tralasciando i nuovi, che hanno fatto la differenza, i migliori sono stati sicuramente Abbiati (dopo anni passati tra panchina e prestiti: un muro), Abate (terzino veloce e intraprendente), Thiago Silva (centrale difensivo tecnico e puntuale), Seedorf (un genio, nonostante i 35 anni) e Pato (bloccato da infortuni muscolari ma decisivo nei big-match).
Il futuro: la stagione non è ancora finita, visto che i rossoneri sono ancora in gioco per la Coppa Italia (martedì il ritorno della semifinale contro il Palermo). Ma si pensa già al futuro: si punta a rafforzare e a ringiovanire la rosa (in particolare in difesa) per affrontare al meglio la Champions e ci sono trattative per alcuni rinnovi spinosi(i vari Ambrosini, Seedorf, Nesta, Gattuso, Pirlo attendono sapere il loro destino). La società, allo stesso tempo, punta forte su alcuni giovani come Merkel, Strasser, Beretta e Verdi, che hanno risposto ottimamente presente quando sono stati chiamati in causa. Insomma, l’aria di smobilitazione degli ultimi anni è scomparsa, e la gestione Allegri è iniziata davvero nel migliore dei modi. il futuro insomma è dalla parte dei rossoneri.
Fonte foto: http://www.calcioblog.it/galleria/18-volte-milan-le-foto-dei-festeggiamenti-rossoneri-allolimpico-di-roma/1
Pasqualino D’Amico
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