Milan sprecone, ma c’è Flamini
Il Milan marcia spedito verso il suo diciottesimo scudetto dopo aver battuto di misura un Bologna che ha pensato a limitare i danni. Dopo la rete iniziale di Flamini, i tifosi rossoneri assistono al festival degli errori sotto porta (in particolare della coppia Robinho-Cassano): solo così il Bologna riesce a rimanere in vita. A peggiorare le cose per i felsinei, l’espulsione di Della Rocca all’83esimo. Il giovanissimo centravanti Beretta nel finale si mette in mostra, ma non arriva il tanto sospirato raddoppio. Milan a 1 punto dal paradiso (basterà non perdere a Roma), Bologna alla quinta sconfitta consecutiva, ma considerati i risultati delle pericolanti, i 40 punti sono una garanzia quasi sufficiente per la salvezza.
Incubo Pazzini: Cesena rimontato in tre minuti
Avete presente quel pugile che amministra con tranquillità il suo prezioso vantaggio e subisce un K.O. con due colpi letali all’ultimo round? Così è stato il Cesena: ha imbrigliato l’Inter nel primo tempo, ha poi segnato con Budan nella ripresa ma ha subito negli ultimi tre minuti due gol in fotocopia (cross dalla destra e difesa a sonnecchiare) con Pazzini che era entrato a partita in corso. Questa è stata Cesena-Inter: i romagnoli devono ancora soffrire (a quota 37, in quintultima posizione), l’Inter – anzi Pazzini – rovina la festa al Milan e difende il secondo posto.
Hamsik abbatte il muro genoano
Sotto una pioggia battente, il Napoli batte il Genoa e mette in cassaforte la qualificazione Champions. Dopo un primo tempo con occasioni da ambedue i fronti, il Napoli sale di tono e assalta il fortino genoano. Edoardo sveste i panni di Paperino e diventa Superman, parando l’impossibile. Ma Hamsik, all’83esimo usa la criptonite e trafigge il portiere portoghese. Il Genoa abbozza una reazione ma il Napoli porta a casa i tre punti, avvicinandosi al sogno chiamato Champions. Con o senza Mazzarri.
Le altre partite
Dopo lo shock con il Catania, la Juventus si rifà con gli interessi battendo la Lazio (che rimane quarta) per 1-0. Decide Pepe, nonostante lo sterile dominio biancoceleste. Proteste per gli uomini di Reja (in 10,espulso Ledesma)per un calcio di rigore negato.
La Roma espugna Bari per 3-2 e raggiunge l’Udinese a 59 punti, sperando in un’incredibile qualificazione in Champions (a un punto dai cugini laziali). Pugliesi avanti due volte (Bentivoglio e Husselklep) ma raggiunti da Totti (206 reti in A). Il Pupone sbaglia un rigore, ma Rosi mette le cose al posto nel finale (in 9 contro 10).
L’Udinese perde malamente a Firenze per 5-2 (da segnalare gli eurogol di Vargas e Pinzi) e si allontana dal quarto posto. L’assenza di Sanchez si fa sentire.
Parma (3-1 al Palermo, in rete Dzemaili, Modesto, Pastore e Candreva), Catania (seppur in dieci, 2-0 al Cagliari, Silvestre e Bergessio) e Chievo (1-0 al Lecce ora terzultimo, Rigoni) sono ormai con un piede e mezzo salvi.
Nella “partita della morte”, scintillante 3-3 tra Sampdoria e Brescia. Le Rondinelle provano a scappare tre volte, ma la Samp ha sette vite e nel finale Mannini compie l’impresa (36 punti, quartultima). Brescia, a meno di clamorosi miracoli, è ormai in B (a -5 dalla stessa Samp).
Pasqualino D’Amico
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