Dopo la pausa delle nazionali, con l’Italia vittoriosa in Slovenia ed Ucraina, ritorna la serie A. Giornata da incorniciare per Milan, Napoli e Catania. Il Milan batte l’Inter dell’Leonardo per 3-0, mettendosi a +5 sui nerazzurri. Il Napoli dello spietato Cavani suda sette camicie per battere una Lazio generosa: pazzesco 4-3 al San Paolo e secondo posto. Fa stupore il poker del Catania ad un Palermo evidentemente incappato in una stagione disgraziata: i rossazzurri di Simeone sono vicinissimi alla salvezza.
Milan, lo sprint decisivo verso lo scudetto
La vendetta del Diavolo contro l’ex “traditore” Leonardo è servita. Il Milan supera l’Inter per 3-0 e rende al momento complicata la corsa dei nerazzurri verso il tricolore. Il grande protagonista del match è stato Pato, che ha segnato una doppietta (gol al pronti-via e all’inizio della ripresa, su assit di Abate). Il rigore di Cassano chiude definitivamente il match. Da segnalare, le espulsioni di Chivu (fallo da ultimo uomo sullo scatenato Pato) e di Cassano (doppio giallo), la grande ma “sospetta” parata di Abbiati su Motta, il gol divorato da Eto’o e un rigore solare negato a Seedorf (fallo di mano di Maicon).
Nel complesso gli uomini di Allegri hanno cancellato con il gioco e con le motivazioni una serie di risultati negativi. Una difesa ermetica, un centrocampo inossidabile e un attacco imprevedibile: ecco la ricetta che potrebbe regalare al Milan lo scudetto. Da sottolineare che il Milan ha vinto tutti e quattro gli scontri diretti contro Inter e Napoli, segno di grande forza.
Leonardo, invece, versa lacrime amare: la squadra è apparsa troppo nervosa e spesso involuta da un punto di vista fisico. Tuttavia martedì c’è la grande occasione per rifarsi: lo Schalke 04 è un boccone prelibato, in un quarto di finale davvero vitale per il sodalizio di Moratti.
Il Napoli di Cavani vola al secondo posto e pensa allo scudetto
Napoli e Lazio regalano un lunch match da infarto: alla fine è 4-3. Gli uomini di Reja (tornato a Napoli dopo 5 anni conditi da due promozioni e un piazzamento in Europa) annullano i partenopei per sessanta minuti: Mauri e Dias sembrano indirizzare il match verso clamorosi binari, ma non hanno fatto i conti con la rinascita di Cavani e compagni. Dossena e il “Matador” riprendono la Lazio, ma Aronica rovina tutto con una “fantozziana” autorete. Entrano Mascara e Lucarelli, il Napoli gioca addirittura a 5 punte. Cavani rimette nuovamente a posto le cose con il rigore (espulso Biava) e con un lob (simile a quello fatto al Cagliari). L’ennesimo tris dell’uruguayano lancia il Napoli al secondo posto e soprattutto fa scoccare di nuovo la scintilla del sogno scudetto: il -3 sul Milan non è irraggiungibile. La Lazio (che ha apertamente contestato un gol non dato a Brocchi e il rigore del 3-3) rimane al quinto posto, ma non sfrutta a pieno la clamorosa caduta dell’Udinese a Lecce: la doppietta di Bertolacci cancella la straordinaria striscia positiva degli uomini di Guidolin.
La domenica perfetta del Catania: Palermo nuovamente in crisi
Due anni dopo, il copione si ripete, questa volta al Massimino però. Il Catania vince 4-0 contro un Palermo ancora una volta inesistente in questa stagione. Cosmi dopo quattro partite rischia clamorosamente il posto: Zamparini lo ha pubblicamente delegittimato. Ancora più clamoroso è il ritorno di Rossi! In casa Catania invece è il punto più alto di una stagione, che improvvisamente è arrivata ad una svolta positiva: l’ennesima salvezza è ormai quasi una certezza. Dopo un primo tempo privo di grosse emozioni, il Catania sale in cattedra e si scatena, trascinato dal pubblico: l’autorete di Balzaretti, e le reti di Bergessio, Ledesma (che aveva segnato nello 0-4 della Favorita) e Pesce regalano una vittoria meritata. Il Palermo, si è visto solo in una combinazione pregevole della coppia Pastore-Hernandez. Il resto è stata una squadra molle, distratta, a tratti persino inesistente in campo, lontana anni luce da quella vittoriosa contro il Milan. Il torello finale dei rossazzurri rappresenta l’iceberg di una crisi irreversibile dei rosanero. La semifinale di Coppa Italia è l’ultimo traguardo rimasto di una stagione contrassegnata dalle liti nello spogliatoio, da una difesa colabrodo e dalle invettive mediatiche di Zamparini. Per il Catania invece la trasferta di Bari può chiudere definitivamente i giochi-salvezza. Simeone prenota la panchina per il prossimo anno. Catania è euforica dopo mesi di incertezze e continue delusioni, specie in trasferta (4 punti su 35!).
Le altre partite
Prima sconfitta della Roma di Montella che perde 2-0 all’Olimpico: Storari respinge gli attacchi giallorossi, Krasic e Matri segnano. La Juve sente nuovamente profumo di Europa League, la Roma spreca un clamoroso bonus per la Champions, viste le sconfitte di Lazio ed Udinese.
Fragorosa sconfitta del Parma contro il Bari ultimo in classifica per 1-2 (Parisi, Amauri e Alvarez). Marino licenziato al termine del match. I ducali vengono risucchiati nelle sabbie mobili della lotta per la salvezza.
L’ex Acquafresca permette al Cagliari di espugnare Genoa: 0-1. I sardi sognano ora un piazzamento in Europa
In coda vince solo il Brescia che rimane penultimo ma si avvicina al quart’ultimo posto, distante due punti: battuto il Bologna per 3-1 (Hetemaj, Zambelli, Di Vaio e Caracciolo).
Il Cesena, superato dal Lecce in classifica, acciuffa la Fiorentina nel finale, pareggiando per 2-2 (Jimenez, Gilardino, Montolivo e Caserta).
Chievo e Samp, come da copione (i bookmakers avevano ampiamento previsto il pareggio), non si fanno male, nel bruttissimo 0-0 del Bentegodi.
Fonte foto: http://www.sport.it/calcio/serie-a/serie-a-la-31esima-giornata
Pasqualino D’Amico
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