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La miracolosa Inter salva l’onore italiano in Europa

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I nerazzurri ai quarti di Champions, ma bisogna riflettere

Lo stesso copione dell’anno scorso. L’Inter è la sola squadra italiana rimasta nelle competizioni europee, dopo che è riuscita nella fantastica impresa di espugnare Monaco di Baviera (2-3, con rete al novantesimo di Pandev) , dopo l’0-1 subito in casa. Concretezza, furbizia e fortuna (soprattutto quella, vedi il palo rocambolesco di Muller e la palla che danzava indisturbata ai confini della linea di porta): sono state queste le armi che la “Pazza Inter” ha spolverato per battere la corazzata tedesca, nel remake della finale dell’anno scorso.


Armi che purtroppo non sono servite in precedenza al Milan (contro il “catenacciaro” Tottenham in Champions) e al Napoli (nei sedicesimi di Europa League, contro il Villareal) per andare avanti. La Roma invece come una qualsiasi squadretta si è fatta umiliare dallo Shaktar Donetsk, espressione di un calcio, quello dell’Est, ormai ad alti livelli grazie anche all’unione del pragmatismo locale e dell’apporto di “manodopera” straniera (in particolare sudamericana).

Alcune considerazioni sorgono spontanee alla luce dei risultati delle italiane. Innanzitutto, la strenua difesa del famigerato quarto posto in Champions è ormai impossibile considerati in generale i pessimi risultati delle squadre nostrane in Europa. In particolare se chiaramente nella Champions, l’impegno dell’Inter, del Milan e della Roma è stato sempre massimo, alla luce dei cospicui premi in denaro in palio, per quello che concerne le italiane in Europa League, ad eccezione del Napoli, il loro rendimento è stato scadente a causa dei continui turn-over dovuti alle scorie del campionato. La verità è che con rose troppo ristrette (vedi Palermo e Sampdoria) o con giocatori svogliati (il caso della Juventus: 6 pareggi in 6 partite nel girone), non si va da nessuna parte. Se poi anche i dirigenti sottovalutano l’Europa League, la frittata è servita. Tanto vale non partecipare…

E’ chiaro che nel corso degli anni, il livello della nostra Serie A rispetto agli altri campionati è sceso notevolmente, benché ci siano tanti solisti e che le partite siano sempre combattute. I nostri top team giocano ogni 3-4 giorni, e spesso la condizione fisica è davvero precaria. Così, si arriva ai grandi appuntamenti di coppa con un gap di forma rilevante. Gli avversari corrono il doppio, e si sa che il calcio è anche un gioco di corsa. A questo punto converrebbe che i nostri preparatori atletici facciano uno stage all’estero per trovare la formula magica… In tattica e tecnica, i nostri allenatori sono i più ricercati, non crediamo che sia una questione d’inferiorità, anche se spesso ci mettono del loro nel corso delle partite.

L’Inter ha salvato l’onore. Delle tre squadre sconfitte all’andata, da molti era considerata quella con più alta probabilità d’uscita. I pessimisti non hanno fatto i conti con una squadra che non muore mai, vedi le varie rimonte in campionato e la capacità di sovvertire avversità in gioie (dalle papere di Julio Cesar alla prima rete di Pandev nel giorno più difficile). Leonardo ha avuto il merito di trasformare un branco d’insoddisfatti in un gruppo di vincenti. Sì, proprio come piaceva a Mourinho.

Chissà se Ibrahimovic fosse guarito dal mal di Champions League! Oppure se Montella avesse preso la Roma prima dell’andata! Oppure se Lavezzi avesse segnato invece di sparare addosso al portiere… Con i ma e con i se non si fa nulla. Specialmente nel calcio dove contano i risultati, più del gioco, più dell’impegno. Sì, è giusto ormai aver perso quel benedetto quarto posto. Ci sarà un livellamento verso l’alto in campionato e meno squadre mediocri a rappresentare il tricolore. Un po’ d’Italia ancora c’è, ma bisogna darsi una svegliata: il fatto che ci sia solamente una squadra nei quarti di Champions e nessuna addirittura agli ottavi di Europa League non è chiaramente un buon segnale.

 Fonte foto:http://www.blogtivvu.com/2011/02/24/ascolti-tv-23-febbraio-2011-la-partita-inter-bayern-non-lascia-scampo-a-nessuno-con-63-mln/

Pasqualino D’Amico

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