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Attenti presidenti: sono i tifosi a fare il mercato!

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Il caso Floro Flores rischia di fare scuola

Mai come quest’anno il mercato di gennaio (chiamarlo di “riparazione” risulta ormai offensivo) è stato così vivo. Lo sdoganamento della formula del prestito con diritto di riscatto ha permesso un importante aumento delle transazioni delle squadre del massimo campionato di calcio. Ultimamente però i social network e i forum sono riusciti nell’impresa di condizionare il calciomercato. Anche se i modi sono quasi comparabili al più cinico dei machiavellici. Gli esempi non mancano, ma ce n’è uno più di tutti che è emblematico. 

Antonio Floro Flores, classe 1983, attaccante. Il ragazzo, a detta di molti addetti ai lavori, è un’ottima punta che prima o poi dovrà esplodere. Gioca nell’Udinese, fucina di grandi talenti. Con l’arrivo del nuovo allenatore Guidolin, Floro Flores non ha molto spazio e a più riprese manifesta la volontà di andarsene via. Il mercato di gennaio cade a pennello e cominciano ad arrivargli le prime offerte. La Juventus, che ha il reparto avanzato ridotto ai minimi termini (contro il Bari ha giocato Del Piero e il Primavera Giannetti), decide di cercare disperatamente un attaccante dopo che anche il neoacquisto Toni si è infortunato (nel match di coppa Italia contro il Catania). Marotta, direttore generale della Vecchia Signora, ha un budget da spendere non molto alto e decide così di dirottare sull’attaccante napoletano, che nel frattempo non viene più convocato da Guidolin. Tutti danno ormai per scontato il passaggio di Floro Flores alla Juventus, ma la realtà sarà completamente diversa, perché entrerà in azione il popolo del web che influirà in maniera decisiva sulla sua decisione.

Nel giro di diverse ore, il sito web e la pagina ufficiale Facebook di Floro Flores sono tempestati di messaggi che sfiorano l’intimidatorio da parte di tifosi (o presunti tali) che chiedono a gran voce di non andare alla Juventus. Evidentemente lo scoramento dovuto ai risultati non proprio eccelsi e ad una campagna acquisti fatta di tanti nomi e pochi che hanno veramente acceso l’entusiasmo hanno fatto infuriare i tifosi della Juventus, a cui non è andato a genio questo spiffero di mercato. I responsabili del sito web di Floro Flores, domenica scorsa, rilasciano un duro comunicato che stigmatizza il discutibile comportamento di queste persone.

Il Genoa di Enrico Preziosi (a sua volta duramente contestato per la sua campagna acquisti piuttosto “rivoluzionaria”) ha a sua volta bisogno di un attaccante e fiuta l’affare, proponendo a Floro Flores di vestire la maglia del Grifone (evidentemente proprio durante il recentissimo Genoa-Udinese, finito con un sonoro 4 a 2 per i friulani). L’ormai ex Udinese, scocciato di farsi insultare dai tifosi della Juventus, accetta (parole sue) “dopo trenta secondi”. Il Genoa si mette d’accordo con l’Udinese (prestito con diritto di riscatto, ndr) e la Vecchia Signora rimane con un pugno di mosche in mano. Floro Flores insomma ha preferito la città di mare (Genova) alla Mole Antonelliana. Morale della favola: il matrimonio tra Floro Flores e Juventus non s’ha da fare, grazie all’opera dei “Bravi” pallonari del web.

Ricordate il discusso passaggio di Roberto Baggio dalla Fiorentina alla Juventus, avvenuto nel 1990? E’ entrato nel libro nero del calcio, perché molti esagitati ultras della Fiorentina misero a ferro e fuoco Firenze e Coverciano, dove il “Divin Codino” era in ritiro con la Nazionale in occasione dei Mondiali di Italia 90. Con Floro Flores per fortuna non si è arrivato a questo, ma il suo caso rischia di fare scuola. I tifosi, abituati ormai ad utilizzare anche il web per farsi sentire, hanno ormai compreso che possono condizionare in un batter d’occhio il mercato delle squadre di calcio. Sembra un’esagerazione, ma non lo è: molti casi in futuro si presenteranno nei prossimi giorni, e i presidenti dovranno tener conto anche di questo. A meno che utilizzeranno i siti web delle proprie squadre per chiedere ai tifosi se un calciatore merita di fare parte della rosa oppure no…

Fonte foto: www.ilfriuli.it

Pasqualino D’Amico

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