30 anni prima del portoghese, un allenatore inglese scombussolava il mondo del calcio con atteggiamenti e dichiarazioni.
In Italia è famoso soprattutto per aver definito in un post-partita la squadra più titolata del campionato nostrano, la Juventus, una combriccola di «cheating bastards», bastardi imbroglioni. Brian Clough, considerato l'allenatore più forte d'Inghilterra, in quanto a bravura, carisma, fortuna e quel velo di antipatia che avvolge sempre i più grandi, non aveva niente da invidiare al discusso allenatore portoghese. Le analogie tra i due allenatori si sprecano: a partire dagli aggettivi più comuni con i quali vengono descritti: intrattabili, scontrosi, permalosi, egocentrici, arroganti ma in fondo geniali, per non parlare della disciplina e spirito di sacrificio che pretendono dai loro giocatori.
Di Jose Mourinho ormai sanno tutto anche le massaie. Dopo aver vinto tutto con l'Inter in Italia, è volato in Spagna per tentare di riportare ai vecchi albori la gloriosa squadra di Madrid, quel Real considerato dalla maggior parte degli allenatori come l'apice di una gloriosa carriera. L'allenatore inglese si rese invece famoso per le sue imprese partite dal basso.Negli anni 70,alla guida di squadre di secondo piano della lega calcistica inglese, come Derby County e Notthingham Forest, ha conquistato trofei nazionali e a livello internazionale l'ambita coppa dei Campioni per ben due anni di fila, impresa riuscita a pochi. Rimasto nel cuore dei tifosi delle squadre inglesi che ha allenato e non, dalla sua vita è stato tratto il film "Il maledetto United",diretto da Tom Hooper, dove un ottimo Michael Sheen ripercorre le gesta sportive di questo allenatore «testone»(Old big Head,era questo il soprannome datogli dai suoi giocatori) che ottenne insperati successi e cocenti delusioni durante tutta la sua carriera, terminata nel 1993. Grazie al suo stile pungente e provocatorio, continuò a lavorare nel settore sportivo come opinionista, fino alla morte avvenuta il 20 settembre 2004 a causa di un male incurabile.
Profetiche le sue parole rilasciate in un intervista poco prima di morire riguardanti proprio Jose Mourinho, che da poche settimane allenava il Chelsea, una delle tante squadre di Londra: «C'è qualcosa del giovane Clough in lui...è bello come me, non si fida di nessuno ed è ossessionato dallo spirito di sacrifico e disciplina che devono avere i suoi giocatori». A questo punto, una domanda sorge spontanea: che Mourinho non si ispiri proprio a questo vecchio "testone", e se volesse in tutto e per tutto ricalcare le sorti di Clough, perché non provare a vincere un titolo con una cosiddetta "provinciale", magari proprio qui da noi in Sicilia? Pensaci bene, Josè...
Fonte foto:(sopra)britishfootball.altervista.org
Fonte foto:(sotto)blog.panorama.it
Dario Barone
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