Cavani, l’oro di Napoli
Nel posticipo della diciannovesima giornata di Serie A, il Napoli stende una Juventus lontana parente d’inizio campionato. Mattatore è Edinson Cavani, che con una tripletta tutta di testa fa cantare Napoli e lancia i partenopei verso traguardi insperati. Una partita che ha visto i partenopei sornioni pronti a colpire la traballante difesa bianconera (Chiellini e Bonucci in evidente flessione). La Juventus, che aveva schierato Toni fin dal primo minuto (non eccezionale la sua prestazione), lamenta un gol annullato (fallo dello stesso Toni sul portiere De Sanctis) e piange per una classifica che in questo momento recita il – 9 dal Milan capolista. Toni non è la panacea dei mali juventini: urge rinforzare ogni reparto. Continuano a circolare altri nomi sull’attacco: Giuseppe Rossi, Huntelaar e Floro Flores. Il Napoli, lo ribadiamo, ha 11 ottimi titolari ma pochissimi ricambi: se i partenopei decidono di rinforzare la panchina, la corsa scudetto (sorprendente secondo posto a -4 dalla vetta) non sarà una chimera. Mazzarri però si tiene stretto un Cavani versione “oro” che traduce in rete ogni sortita e che regna nella classifica cannonieri assieme a Di Natale. Il Palermo, ex proprietario del cartellino del nuovo fenomeno della Serie A, si starà ancora mangiando le mani…
Giostra del gol a San Siro
Fortunatissimi gli spettatori che hanno assistito a Milan-Udinese. Il risultato finale recita 4-4, un match che difficilmente gli amanti del calcio dimenticheranno. L’Udinese era avanti 3-1, poi entra Cassano e il Milan si rianima (3-3). Nel finale, Denis clamorosamente segna il 3-4, ma Ibrahimovic su ennesima intuizione del genio barese sigla il definitivo 4-4. Le altre firme sono di Di Natale e Pato (doppiette), Alexis Sanchez e persino di Benatia, che in maniera tragicomica, traduce in autorete un innocuo cross. Insomma la partita più bella di questo campionato, giocata a viso aperto da entrambe le squadre, con una miriade di occasioni-gol e nefandezze difensive, che specie per il Milan rischiano di essere il vero grande limite (quando manca Nesta, sono dolori: ma Galliani e Braida non ancora pensato ad un decente difensore centrale? La prova di Bonera è stata disastrosa, vedi i 4 gol dell’Udinese…). Da sogno pero è il parco attaccanti del Diavolo: Allegri schiera dall’inizio Pato,Robinho e Ibra, poi sotto di due gol fa entrare Cassano (al posto di un imbarazzante Seedorf) e la musica cambia. L’Udinese non si può lamentare (Di Natale, Sanchez e Denis hanno fatto bella figura) e se tiene i suoi gioielli può dire la sua per la corsa in Europa: i bianconeri hanno spaventato la capolista, dando l’impressione di una squadra che gioca bene e massimizza ogni occasione da rete.
La cura Leonardo fa bene all’Inter
Il Massimino di Catania diventa il teatro delle nuove ambizioni dell’Inter di Leonardo, che sotto una rete (Gomez), rimonta e vince grazie alla doppietta di Cambiasso. I nerazzurri, complice il rallentamento del Milan, sono a -11, considerando però che hanno due partite in meno la distanza non è adesso proibitiva. La cura Leonardo continua a sortire effetti positivi, ma c’è da considerare il fatto che l’Inter ha cominciato a giocare solamente dopo il gol (al 70esimo) del Catania. Dopo un primo tempo “di studio” (che definire noioso è un eufemismo…), i rossazzurri alzano il ritmo e Castellazzi si erge a protagonista, fino alla rete di Gomez, abile a sfruttare una ribattuta sulla linea dopo una convulsa azione di Lopez. Le disattenzioni difensive ed un’interpretazione “approssimativa” del fuorigioco hanno favorito l’ennesima rimonta dell’avversario. L’Inter pian piano recupera i suoi big, su tutti Maicon (bello il cross in occasione del secondo gol nerazzurro), ma ha bisogno del miglior Milito in questo momento ancora lontano anni luce da quello sfavillante del Triplete nerazzurro. I catanesi sono a +3 dalla zona retrocessione, e il prossimo match contro il Chievo rappresenta il primo di una serie di fondamentali spareggi-salvezza.
Giornata orribile per le romane
La Lazio non è più lei: clamorosa sconfitta in casa contro un Lecce sorprendentemente letale per 1-2 e che riapre i giochi salvezza. La rete decisiva è di Grossmuller, che sfrutta al meglio un assist di Jeda. Un autorete di Muslera e Mauri completano il tabellino. I laziali subiscono uno stop che non pregiudica affatto le ambizioni d’alta quota (grazie al pareggio del Milan, vanno a -6), ma il match contro la Samp dirà veramente di che pasta è fatta la squadra di Reja.
I blucerchiati sono la bestia nera della Roma: come l’anno scorso, i giallorossi perdono 2-1. Protagonista in negativo è il difensore Juan che permette alla Sampdoria di segnare (rigore di Pozzi e l’ex avvelenato Guberti). Bella ma inutile la rete di Vucinic. La Samp ha ormai assorbito la fuga di Cassano, e punta sul baby Manchester Macheda per risollevarsi. Da sottolineare la presenza di Totti negli ultimi 4 minuti di gioco: il Pupone è sempre meno indispensabile nelle alchimie tattiche di Ranieri…
Le altre partite
Grande rimonta della Fiorentina, che negli ultimi istanti supera un incredulo Brescia avanti di due reti: 3-2 (rete decisiva di Ljajic).
Il Bologna riporta nel baratro il Bari: 2-0 al San Nicola (Ekdal e Di Vaio).
Effetto Juventus scemato per il Parma, che perde in casa contro un ottimo Cagliari grazie alla doppietta di Acquafresca: 1-2 (di Giovinco l’inutile rete ducale).
Noiosissimi pareggi per 0-0 in Cesena-Genoa e Chievo-Palermo.
Fonte foto: www.calcioline.com
Pasqualino D’Amico
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