Accademia Milan, Brescia impalpabile
Dopo il pareggio immeritato di Genova, il Milan annienta un Brescia ormai in caduta libera. Un 3-0 che non ammette repliche: di Boateng, Robinho e ovviamente d’Ibrahimovic le reti rossonere, tutte nel primo tempo. Il Milan ha fatto accademia per tutta la partita, mettendo in difficoltà i bresciani che si sono fatti notare solamente per un’acrobazia di Caracciolo respinta dal portiere Abbiati. Nella ripresa, l’intelligentissimo Mister Allegri ha preservato i diffidati, mettendo in campo tra gli altri il discusso Ronaldinho. Il primo posto è sempre più meritato, anche se la Lazio è sempre in agguato. Il Brescia è in zona retrocessione e considerata la buona campagna acquisti di quest’anno, il risultato non era sicuramente prevedibile. La panchina d’Inchini è ormai una polveriera…
La Lazio si regala un sogno
L’ennesimo esame di maturità è stato superato a pieni voti. La Lazio supera per 3-1 l’Inter e lancia ufficialmente al Milan e agli altri la sua candidatura per lo scudetto. E’ stata sicuramente la migliore prestazione degli uomini di Reja, che hanno demolito gli avversari con una prestazione corale straordinaria, unita ad una buona dose di fortuna (vedi il gol d’anca di Biava…). Hernandes e Zarate, autori dei gol laziali, sono i trascinatori di una squadra che sa giocare a calcio. L’Inter di Benitez, dopo il roboante 5-2 al Parma, ha marcato di nuovo visita: ha giocato solo 20 minuti, dopo il gol del momentaneo 2-1 di Pandev nella ripresa, prendendo anche una traversa. La candidatura per il titolo è al momento ritirata. Meglio pensare al Mondiale per club, in programma dalla prossima settimana, l’ultima spiaggia di Benitez. Da segnalare il debutto nell’Inter del 18enne difensore Natalino, considerato dagli addetti ai lavori uno dei talenti emergenti del malatissimo calcio italiano.
La Juve vince il banco: "Patatrac" Catania
Una Juventus spietata sbanca il difficilissimo campo di Catania per 3-1, e si mette al terzo posto. Gran protagonista Quagliarella, autore di una doppietta (più un gol fantasma non concesso dall’arbitro…), che sarebbe servito come il pane nella vergognosa partita di Poznan di giovedì scorso (più che calcio, la partita sembrava un esibizione di pattinaggio artistico sul ghiaccio…). Ottimo anche Pepe, che quando vuole giocare, lo sa fare alla grande. Del Neri, con il suo 4-4-2, può sognare in grande. Il Catania aveva messo la quinta fin da subito, mettendo alle corde i bianconeri, ma sono state gravissime le disattenzioni di una retroguardia che alterna momenti d’assoluta invincibilità ad altri di panico. Da cancellino l’errore di Biagianti sul gol del 3-1 di Quagliarella. Buona la prova di Morimoto (autore dell’illusorio 1-1), rispolverato nel sorprendente 4-3-1-2 di Giampaolo, dove si è distinto il trequartista Gomez, ma dove sarebbero serviti anche Mascara e Llama, non disponibili per questo match. Considerati i risultati delle squadre in zona retrocessione, il Catania mantiene la distanza di sicurezza dalla zona calda, ma la delusione dei tifosi per il mancato salto di qualità e per la prima sconfitta casalinga del 2010 è tanta, e adesso bisognerà pensare solo ad accumulare i famigerati 40 punti utili per la salvezza.
Le altre partite
In un campo adatto per i tornei di beach soccer (Ranieri dixit), la Roma si fa rimontare dal Chievo. Alla doppietta di Simplicio, rispondono Moscardelli e Granoche: 2-2 il risultato finale.
La Samp favorita anche dall’arbitro batte per 3-0 il Bari ultimo in classifica (doppio Guberti e Pazzini). Il sempreverde Crespo ne segna due all’Udinese (2-1).
Il Genoa espugna Lecce per 3-1. Torna al gol Mutu: la Fiorentina batte 1-0 un Cagliari poco concreto.
Nel derby della disperazione, il Bologna vince a Cesena per 2-0. Tuttavia lo spettro di un'altra penalizzazione è in agguato.
Sciopero o non sciopero: tutti dietro la lavagna
Domenica prossima probabilmente non si giocherà la sedicesima giornata per lo sciopero indetto dall’Assocalciatori. A prescindere dalle motivazioni (trasferimenti coatti, fuori-rosa, diritti extracalcistici…), alcune riflessioni vengono spontanee: è giusto scioperare quando quelli che devono farlo sono gli spettatori, ormai stanchi di stadi fatiscenti, orari assurdi (tra poco si giocherà anche alle sette della mattina) e leggi che non hanno ottenuto in molti casi i risultati sperati in termine di sicurezza? Si può paragonare lo stipendio di un calciatore professionista (di serie A o B, intendiamoci, visto quello che accade in Lega Pro e in serie D) con uno di un semplice operaio che fa i salti mortali per arrivare alla fine del mese? Di sicuro siamo ancora indietro, molto indietro, per far guarire il nostro calcio, che nel frattempo viene sistematicamente bistrattato in Europa sia dai risultati, sia da quello che accade attorno.
Fonte foto: www.lastampa.it
Pasqualino D’Amico
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