L’Inter è caduta ufficialmente nel baratro. La tredicesima giornata, oltre a dare conferma delle ambizioni scudetto del Milan (adesso a +3 sulla Lazio, bloccata a Parma), consegna al campionato la gravissima crisi nerazzurra.
Super Chievo, follia Eto’o
Doveva essere la partita del riscatto, si è trasformata invece nel processo a Benitez, la cui panchina è ormai barcollante. L’Inter viene battuta da un arrembante Chievo per 2 a 1 e si trova a -9 dal primo posto. La seconda sconfitta consecutiva viene firmata dal bellissimo colpo di testa stile Playstation del rientrante Pellissier (che ha sfruttato alla perfezione un cross di Mantovani) e da Moscardelli, che nella seconda frazione di gioco ha approfittato di un taglio in area di Rigoni e della dormita del portiere Castellazzi. I campioni d’Europa, che lamentavano numerose assenze e che pur di raddrizzare il match sono ricorsi ad alcuni primavera stranieri (Nwanku e Alibric), hanno avuto le loro occasioni ma sono state sventate da un meraviglioso Sorrentino. Solo nel finale Eto’o è riuscito a perforare il muro eretto dal Chievo, ma ormai è troppo tardi. L’Inter sembra tornata quella squadra incompiuta di qualche anno fa, prima della rivoluzione Calciopoli. Moratti a gennaio dovrà immancabilmente aprire il portafoglio per dare linfa ad un gruppo spremuto fino all’inverosimile. Per il Chievo (a quota 19) punti preziosi in chiave salvezza (con vista sull’Europa).
La partita ha però lasciato in eredità un episodio che ricorda molto la famigerata testata di Zidane a Materazzi. Protagonista lo stesso Eto’o, che ha emulato l’ex fantasista della Juventus, colpendo il difensore sloveno Cesar e non venendo nemmeno richiamato dall’arbitro. La prova tv scatterà implacabilmente per il leone camerunese, che a questo punto rischia almeno tre giornate di stop. E’proprio il caso di dirlo: Inter, al peggio non c’è mai fine…
Ibracadabra, basta e avanza
Il Milan formato supera la Fiorentina e continua la sua corsa allo scudetto. Ha deciso l’ennesima perla di Ibrahimovic, che in area ha trafitto Boruc con una rovesciata (dopo aver palleggiato il pallone) al 44esimo minuto del primo tempo. La Fiorentina ha provato poi a raddrizzare il match, ma ha trovato davanti un Abbiati in forma nazionale (il ct Prandelli – come per Sorrentino – dovrà sguinzagliare i propri osservatori…). L’allenatore del Milan Allegri ha ormai compreso che può ricorrere ad un undici fatto di gente che corre e di un solista (Ibrahimovic) che può da solo decidere le partite. Ronaldinho si è ormai messo il cuore in pace e può persino pensare ad una partenza a gennaio. Dal canto loro, i viola continuano a steccare in trasferta e Mihajlovic non si capacita di come questa squadra non segua il suo carisma e i suoi dettami tattici.
Napoli, serata di gala: Bologna umiliato
Nel posticipo, il Napoli disintegra per 4 a 1 un Bologna molto distratto dalla crisi societaria (il rischio di penalizzazione è molto reale) e si attesta al terzo posto. Protagonista Hamsik, autore di una doppietta e di giocate che hanno fatto divertire il pubblico partenopeo. Le altre reti sono state realizzate da Maggio (in apertura di match) e dal capocannoniere Cavani (in coabitazione con Eto’o), mentre per il Bologna la rete della bandiera è stata siglata da Siligardi. Il presidente De Laurentiis è soddisfatto del lavoro di Mazzarri, e promette a gennaio rinforzi per un Napoli “stellare”.
Lazio, va bene lo stesso
I biancocelesti, secondi in classifica, perdono contatto dal lanciatissimo Milan, pareggiando per 1 a 1 contro un Parma cinico e guardingo. Accade tutto nel primo tempo: al vantaggio ducale di Crespo, che sfrutta un assist al bacio del brasiliano Angelo, risponde Floccari che sfrutta l’unica dormita della difesa del Parma. La Lazio ha giocato una delle sue migliori partite e avrebbe sicuramente meritato la vittoria. Gli uomini di Marino, invece, hanno ormai superato il periodo buio e possono guardare avanti con più serenità.
Le altre partite
Torna Krasic e la Juve ritorna alla vittoria espugnando il campo del Genoa per 2-0. Gravissime le ingenuità del portiere Edoardo, deludente e sempre sfortunato.
La Roma liquida una spuntata Udinese per 2-0. Menez segna un gol da antologia e si conferma in grande crescita.
Il Palermo, dopo la vittoria nel derby, vince anche a Cesena per 2-1: decide la prima rete in campionato di Miccoli.
Pazza Samp a Lecce: segna due gol, si fa rimontare in dieci dal Lecce ma poi nel finale stravince il match. Nell’emozionante 2-3 di Via del Mare il grande protagonista è Pazzini, autore di una tripletta.
Prima vittoria dell'ex ct della nazionale Donadoni (che ha rilevato Bisoli) con il Cagliari: 1-2 a Brescia, decide il solito Conti.
Seppur in dieci per l’espulsione di Maxi Lopez, il Catania supera con il cuore un Bari ormai a picco e desolatamente ultimo. Decide una zuccata nel finale del difensore Terlizzi, nuovo bomber rossazzurro.
Fonte foto: www.leggo.it
Pasqualino D’Amico
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