I rossoneri di Allegri battono tra le polemiche un arrabbiatissimo Palermo per 3-1. Dopo il vantaggio di Pato, con un pregevole colpo di testa al 18minuto, i rosanero erano riusciti ad inizio secondo tempo a pareggiare con una conclusione dello sloveno Bacinovic (distratto Abbiati nell’occasione), che si rifà dell’errore del primo gol (marcatura piuttosto morbida su Pato). Il Palermo prova a raddoppiare, ma con l’entrata d’Inzaghi, al posto dell’infortunato Pato, il Milan cambia marcia, trascinato anche da Seedorf ed Ibrahimovic. Dopo un clamoroso palo dell’olandese su un tiro sporco, i rossoneri ottengono un rigore: al 77esimo, Ambrosini, dopo aver stoppato con un braccio, si trova a tu per tu con Sirigu che lo atterra. Vibranti le proteste dei rosanero nei riguardi dell’arbitro Banti, anche perché poco prima non era stato dato un calcio di rigore (una conclusione di Miccoli il pallone aveva colpito il braccio di Boateng). Ibra segna così il 2-1, e il Palermo scompare dal campo. Robinho (che a sua volta aveva sostituito l’infortunato “Highlander” Inzaghi), servito da Ibra, chiude i conti all’83esimo. Il Milan così per la prima volta guarda tutti dall’alto in basso, ma soprattutto attende un Inter piena zeppa d’infortunati, con la consapevolezza che si può sovvertire il trend negativo dei derby degli ultimi anni. Il Palermo aveva giocato ad armi pari con i rossoneri, mostrando coraggio e mettendo in difficoltà il pur robusto centrocampo di Allegri. Ora attendono un Catania rinvigorito dall'ultima vittoria ma i sonni dei tifosi palermitani vengono turbati dall’ennesimo terremoto societario: Zamparini, a suo dire schifato dalle varie conduzioni arbitrali, medita di lasciare la presidenza. Sarà il solito fuoco di paglia oppure questa volta il vulcanico dirigente fa sul serio?
Lazio irriconoscibile: effetto-derby letale
Una Lazio, evidentemente, scossa dalla sconfitta del derby contro la Roma cade a Cesena contro i derelitti romagnoli. Di Parolo al 85esimo, la fantastica conclusione da 30 metri che permette al Cesena di uscire dal brutto momento e a Ficcadenti di salvare la sua panchina. Il turn-over di Reja si rivela un’arma letale per la Lazio: lasciare gente indispensabile come Hernandes e Brocchi a Formello ha indebolito gli ex capoclassifica. Il Cesena ha meritato la posta in palio: ha pressato a tutto campo, bloccato gli avanti laziali e soprattutto messo in pericolo più volte la porta di Muslera. Nella Lazio si è salvato solo Foggia, mentre Zarate si lamenta per l’ennesima sostituzione subita. Insomma, i biancocelesti hanno rievocato le brutte prestazioni dell’anno scorso.
Zona Lavezzi: stupefacente Napoli!
Il presidente Cellino a fine gara avrà distrutto i muri dello spogliatoio del Sant’Elia: il Cagliari si fa superare proprio negli istanti finali da un Napoli furbo e spietato come un cobra. L’azione che ha caratterizzato il gol è l’ABC del contropiede. Cagliari tutto riversato in area napoletana per cercare il gol del vantaggio, ma nel tentativo di tirare fuori area Biondini perde fatalmente il pallone. Cavani (entrato nella ripresa) e Lavezzi partono dal centrocampo, scambiandosi il pallone ed eludendo la guardia dell’ultimo uomo rimasto a protezione della retroguardia sarda. Il “Pocho” si ritrova così davanti ad Agazzi e con il piattone punisce severamente Agazzi. Il terzo posto è realtà per i partenopei. Mazzarri si sta rendendo conto che Cavani è indispensabile come l’aria, e avrà già gasato i suoi in vista del match d’alta quota contro la Lazio. Bisoli, dal canto suo, dovrà rispiegare ai suoi nuovamente gli schemi dei calci piazzati e far capire che un punto sarebbe stato meglio di zero...
Le altre partite
Un’Inter in formato “ospedaliero” (ben undici giocatori ai box) pareggia contro il Lecce per 1-1. Accade tutto in tre minuti: vantaggio del Principe Milito al 31esimo della ripresa, pareggia l’ex juventino Olivera al 34esimo. I nerazzurri sono quarti a tre punti dalla vetta, davanti alla Juve, che pareggia con lo stesso risultato a Brescia (vantaggio di Quagliarella, pareggio con un esterno sinistro pazzesco di Diamanti dalla fascia mancina) e alla Roma, che al contrario della Lazio continua a sorridere battendo una Fiorentina mai doma per 3-2.
Il Genoa del nuovo allenatore Ballardini regola un Bologna fin troppo rinunciatario per 1-0.
Noiosissimo 0-0 tra Chievo e Bari: un brutto spettacolo per la serie A.
Il Catania, grazie ad un bel colpo di testa di Maxi Lopez, batte l’Udinese, reduce da sei risultati positivi.
Pasqualino D'Amico
Fonte foto: www.calciomercato.it
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