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Nona Giornata Serie A: la Vecchia Signora scaccia il Diavolo

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E' la Juventus la protagonista assoluta della nona giornata: i bianconeri espugnano San Siro rossonera e si regalano uno dei primi momenti di gloria di questa stagione. La Lazio però è sempre più ingorda e vince l'ennesima partita sul difficile campo di Palermo, dimostrando ancora una volta di non soffrire di vertigini: complice la sconfitta del Milan, i biancocelesti sono a +4 sull'Inter, che mantiene invariate le distanze battendo il Genoa a domicilio per 1-0. Il campionato è ormai entrato nel vivo, specie nelle zone alte, mentre è tutta da decifrare la zona retrocessione: 11 squadre sono raccolte in tre punti, ben 4 chiudono la graduatoria (Parma, Cesena, Bologna e Bari). Quaglia e Pinturicchio: Milan al tappeto

Il big match della nona giornata contrapponeva Milan e Juventus. La settimana del match era stata contraddistinta in casa Juve dal caso Krasic (il forte esterno serbo era assente causa la squalifica di due turni dovuta alla simulazione di Bologna) ma anche dalla richiesta da parte del presidente Agnelli di riprendere i famigerati scudetti di Calciopoli. In casa Milan, dopo l'exploit di Napoli, la fiducia era ai massimi livelli, sebbene l'infermeria fosse affollata come non mai.
Era chiaro a tutti che il Milan avrebbe fatto la partita e che la Juve avrebbe sfruttato l'arma delle ripartenze. L'inizio è un monologo milanista: Ibra incendia un destro a rientrare che colpisce l'incrocio dei pali. La Juve però è squadra che non sta mai a guardare e al primo affondo riesce a passare: al 24esimo De Ceglie dalla sinistra lascia partire un cross per Quagliarella che con una torsione di testa tipo acrobata sorprende Abbiati. Il Milan accusa il colpo, e complice il peggior Pirlo della stagione, non fa molto per ribaltare il risultato.
Nella ripresa il copione non cambia: Ibra bombarda a più riprese la porta, Pato s'incarta sempre, mentre Robinho è intermittente. La Juve amministra il risultato, ma si rende conto che il Diavolo vacilla: al 65esimo, Sissoko s'invola in area, ha di fronte a sé Abbiati e Antonini, cicca la conclusione, cade, ma con la coda dell'occhio serve il capitano Del Piero che tira d'esterno bucando Abbiati. Pinturicchio entra nella storia: è il bianconero più prolifico di sempre. Allegri mette dentro Seedorf ed Inzaghi, il Milan riacquista vivacità ed accorcia le distanze a dieci minuti dalla fine: cross di Antonini, Ibra vola in cielo e colpisce la palla di testa realizzando il gol dell'1-2. Nel finale, i bianconeri difendono con coraggio la porta di Storari e riescono ad espugnare San Siro, raggiungendo quota 15 ( a -7 dalla Lazio). Il Milan perde l'occasione di stare sulla scia della Lazio, e lamenta una certa discontinuità, dovuta al fatto che in difesa e a centrocampo non ci sono grandi ricambi in grado di fare la differenza.

San Muslera batte Santa Rosalia

Un Palermo generoso ma inconcludente non riesce nell'impresa di distruggere la Maginot laziale ed esce battuto dal Barbera. Zamparini, alla vigilia, aveva dichiarato che il Palermo era superiore alla Lazio e che la squadra capitolina era in testa solo per fortuna. E' stato cattivo profeta: alla Lazio è bastato uno splendido gol di Dias per vincere la partita. Al 27esimo, Ledesma tira un piazzato che va in direzione del difensore brasiliano che si gira e che lascia partire un destro al volo sontuoso che trafigge il povero Sirigu. Il Palermo lamenta un rigore non dato e non sfrutta a pieno l'espulsione nella ripresa di Biava, poiché la Lazio difende con tutti gli effettivi. Muslera dipensa miracoli e si trasforma in un autentico muro di gomma. Maccarone, Bacinovic e Cassani ricorderanno a lungo questo lunch match. Il Palermo avrebbe meritato il pareggio, ma la Lazio di questo periodo sfrutta ogni minima opportunità: la fortuna laziale si è manifestata in tutto e per tutto. Reja e i suoi ragazzi non vedono l'ora di affrontare la Roma per sognare in grande e battere altri record (mai alla nona giornata c'erano stati quattro punti di distacco tra la prima e la seconda).

Edoardo, che saponetta!

L'Inter come la Juve e la Lazio vince con il minimo sforzo contro il Genoa e diventa la seconda forza del campionato. Gli uomini di Benitez vincono la partita grazie ad una colossale papera di Edoardo, che si fa scappare dalle mani l'innocua conclusione centrale del redivivo Muntari. Il Genoa ha attaccato per tutto il match a testa bassa, con un Toni in grande spolvero che spesso ha trovato sulla sua strada il solito Julio Cesar (uscito poi per infortunio). Di Marco Rossi (che aveva castigato il Catania sette giorni addietro) la più limpida palla gol del match: lasciato solo in area, il capitano genoano ha lasciato partire un destro che si è spento a lato. L'Inter ha giocato in maniera sorniona, con Sneijder molto presente nel gioco e con Eto'o stranamente più impreciso del solito, sprecone in più riprese.

Le altre partite

La Roma riprende quota e batte a fatica un Lecce indomito per 2-0. Totti, espulso dopo il fallo di reazione su Olivera (a sua volta espulso), salterà l'attesissimo derby contro la Lazio, dimostrando a tutti poca lucidità e scarso self-control nonostante la sua esperienza (specie nel sottopassaggio dell'Olimpico...)

La Samp, dopo il caso Cassano (Fantantonio è fuori rosa dopo la lite con il Presidente Garrone), espugna Cesena in zona Cesarini grazie alla rete di Pazzini. La favola cesenate si è trasformata in un incubo: ennesima sconfitta all'ultimo minuto. Ficcadenti rischia moltissimo l'esonero

Il Napoli, grazie a Lavezzi, espugna Brescia (alla quinta sconfitta consecutiva) e resta nelle zone alte.Sanchez-show a Bari: l'Udinese vince 2-0. Il Cagliari regola con lo stesso risultato un Bologna poco concreto in trasferta.

Pareggi per 0-0 in Parma-Chievo e nel posticipo Catania-Fiorentina: i rossazzurri deludono ancora una volta mentre i viola hanno riabbracciato Mutu, in campo dopo nove mesi a causa della squalifica per doping, e reduce dall'aggressione ad un cameriere kossovaro.

Pasqualino D'Amico

Fonte foto: www.amonapoli.it

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