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Zeman-landia anche in Sicilia

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Dalla Champions League alla Lega Pro, la vecchia Serie C. Dall' Olimpico di Roma al Vincenzo Presti di Gela. Il vecchio Zdenek Zeman è tornato e si è rimesso in gioco. E lo ha fatto ripartendo dal suo Foggia, che aveva reso grande insieme ai vari Rambaudi, Baiano e Beppe Signori. Domenica l'ottava giornata di Lega Pro aveva in programma in calendario la sfida tra i diavoli rossoneri e il Gela di mister Provenza. Durante il riscaldamento, una volta che il boemo ha messo piede nel rettangolo verde, tutti si sono scordati della partita, i giocatori sembravano essere spariti. L'attenzione era calamitata dall'allenatore.

Ha fatto un giro di campo a passo lento, facendo una scorpacciata di applausi e flash di macchine fotografiche e telefoni cellulari: praticamente una star. Una vera e propria ovazione lo ha investito quando ha raggiunto la curva gelese "Angelo Boscaglia": abbracci con gli inservienti, sorrisi ai bambini e strette di mano ai tifosi assiepati in curva. Poi è andato dai suoi uomini a dispensare gli ultimi consigli prima del match.

 Mai banale Zeman, neanche per come ha schierato la sua squadra. Pronti via, il Foggia si catapulta in avanti, scoprendo il fianco agli avversari. I pugliesi in fase di possesso lasciano indietro solo i due centrali difensivi, i terzini altissimi si allineano con i tre di centrocampo e a volte vanno sul fondo quando le due punte esterne, Insigne più di Agodirin, tagliano in mezzo. Il solito Zeman. Atteggiamento fatale ai foggiani, che dopo i primi venti minuti sono già sotto di due reti, trafitti da Bigazzi prima e Stamilla poi. La reazione tarda ad arrivare e il Gela potrebbe passare nuovamente, ancora con Stamilla e Docente.

 Con lo scorrere dei minuti il Foggia cresce e sfiora il gol con l'albanese Laribi che coglie la traversa su punizione e con il giovane Insigne che cerca l'incrocio ma trova il volo di un Nordi strepitoso. La ripresa è divertente e le occasioni fioccano da una parte e dall'altra. I padroni di casa non approfittano di un Foggia riversato in avanti e sprecano con Franciel e Docente il possibile 3 a 0. E puntualmente la legge del pallone si concretizza: la difesa gelese viene bucata a destra dalla parte di Petrassi e Regini sottomisura non si fa pregare: è il 2 a 1. La paura cala sul Presti, i fischi sommergono ogni manovra rossonera, i cinque minuti di recupero sono un continuo forcing, ma il 2 a 1 resiste fino al novantacinquesimo. Il Gela sale al terzo posto con 15 punti; il Foggia resta a metà classifica a quota 11. Al fischio finale gli applausi per il boemo si mischiano con quelli per i vincitori. Zeman lascia lo stadio con zero punti e tanti applausi. E pensare che il giorno prima aveva ricevuto la cittadinanza onoraria a Licata, che ben 25 anni fa aveva portato in C1. Stavolta però la sua amata Sicilia gli ha giocato un brutto scherzo.

Angelo Giovanni Di Nisi

Fonte foto:statoquotidiano.it

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