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Sesta giornata Serie A: la Lazio non si ferma più

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Il volo dell’aquila Olimpia continua a portare bene alla Lazio che all’Olimpico supera di misura (Mauri, su assist dell’incantevole Hernanes) un coriaceo Brescia e tenta una fuga impronosticabile alla vigilia. Il contemporaneo pareggio dell’Inter, infatti, nel big match contro la Juve permette ai biancocelesti di volare a +2 sulle inseguitrici (Milan, Inter e Napoli) . L’allenatore Reja ha cercato più volte di spegnere gli entusiasmi (« Prima raggiungiamo i 40 punti, meglio é» ) ma in queste prime giornate la Lazio è più in palla rispetto alle altre squadre, garantisce continuità e inoltre (fatto non trascurabile) non disputa le coppe europee. Insomma, Inter e Milan potrebbero aver trovato un’altra antagonista per la vittoria finale, si sa però che il campionato è lungo e bastano tre risultati negativi per sprofondare in una classifica sempre più corta.

Inter-Juventus, la sagra del non gol

Il derby d’Italia, o per meglio dire “la partita dei veleni” per antonomasia, ha mostrato (semmai ce ne fosse bisogno) che l’Inter è una squadra non più schiacciasassi e che la Juventus è in crescita. Inevitabile il pareggio, risultato che indubbiamente soddisfa di più i bianconeri.

Benitez, dopo il match vittorioso di Champions, dà di nuovo fiducia al tridente Coutinho-Eto’o-Biabiany, mentre Del Neri lascia a sorpresa in panchina Del Piero puntando sull’artiglieria pesante (Iaquinta e Quagliarella) e soprattutto sul pimpante Krasic e sul recuperato Aquilani. Il primo tempo è all’insegna del solito agonismo. Iaquinta, su un tiro-cross di Krasic, arriva in ritardo e per poco non castiga Julio Cesar. L’Inter si fa vedere con una serie di impressionanti accelerazioni di Eto’o che mette apprensione alla retroguardia juventina. Milito, prima dell’intervallo, rileva l’acciaccato Biabany. Nel secondo tempo, la partita diventa ancora più spettacolare, con tante occasioni per parte. Eto’o continua a fare il bello e il cattivo tempo mentre Milito ha la palla dell’1-0, ma la sua conclusione angolata sfiora di pochi centimetri il palo. Fa di peggio lo juventino Quagliarella, che lanciato da Del Piero, butta addosso a Julio Cesar il pallone che avrebbe fatto gioire i tifosi bianconeri. Il 0-0 ci sta tutto: l’Inter non segna più, mentre la Juve per la prima volta in questo torneo non prende gol.

Il Napoli fa pace con il San Paolo

Il Napoli, dopo il pazzo pareggio in Europa League contro la Steaua Bucarest (rimontati tre gol ai romeni al 97esimo), era chiamato alla prima vittoria in casa. Mai gioia fu così dolce: Hamsik e un autorete di Juan permettono ai partenopei di superare la Roma e di raggiungere il secondo posto. Mazzarri (che ha avvertito un malore a fine gara dovuto al forte stress) nonostante una squadra con pochi ricambi all’altezza, può sempre contare sulla prolificità di Cavani e soprattutto sulla lucidità e sulla sregolatezza di Marek Hamsik, un giocatore che da solo fa reparto. A gennaio se il Napoli acquistasse un attaccante di livello e potenziasse la difesa con alcuni innesti, potrebbe dire la sua nella corsa Champions. A meno che, il vulcanico presidente De Laurentiis decida di far schierare la formazione primavera in Europa League, competizione da lui odiata (che senso ha qualificarsi in Europa per poi dire che giocare in ambito internazionale è dannoso?).

La Roma (di nuovo penultima in campionato) è prigioniera delle crisi di nervi dei suoi singoli (ieri scenata di Borriello per mezzo stampa contro Ranieri). In trasferta i giallorossi perdono sistematicamente, mostrando poca personalità. La pausa di campionato per le nazionali potrebbe risvegliare Totti e compagni da un torpore che sta cominciando a diventare fastidioso per l’ambiziosa piazza romanista. Il +8 dai rivali della Lazio è solo un ulteriore dettaglio…

Pirlo: bomba da tre punti

Nell’anticipo del sabato sera, il Milan torna a vincere in trasferta dopo diversi mesi e lo fa in maniera autorevole a Parma: un eurogol di Andrea Pirlo (tiro da trenta metri nel sette) permette ai rossoneri di archiviare velocemente la pratica ducale e di mettersi al secondo posto. Allegri ripropone il discusso 4-3-3 con il tridente Ibra-Ronaldinho-Robinho (poi sostituito dal rientrante Pato), con ottimi risultati: tante occasioni da rete (imbarazzante Ibra che tira per ben tre volte consecutive addosso al fortunatissimo Mirante) e gioco stile Spagna (tanti passaggi e possesso palla da far girare la testa agli avversari). Il Parma lamenta due rigori non dati, anche se non ha fatto un granché per raddrizzare il match.

 

Le altre partite

Colpo gobbo del Palermo che grazie a Pastore ed Ilicic espugna una Fiorentina in forte crisi per 2-1. Mihajlovic rischia il posto.

Un furbissimo Lecce batte un Catania sciupone e presuntuoso: basta una deviazione di Corvia per spegnere i sogni di gloria dei rossazzurri.

Ultimo minuto fatale per il Bari (sconfitto dal Genoa per 2-1, rete decisiva di Toni) e per il Cesena che cade a Udine (Benatia regala la prima gioia ai friulani).

Pareggi in Bologna – Sampdoria (1-1: il bolognese Britos si fa perdonare dopo la sciagurata autorete di Catania) e Chievo-Cagliari 0-0.

                                                                                                                                      Pasqualino D'Amico 

Fonte foto: www.sportal.it

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