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Quinta giornata Serie A: la Lazio raggiunge l'Inter in vetta

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L'Inter illude i suoi tifosi e fallisce il primo tentativo di fuga solitaria del campionato, dopo la sconfitta a Roma (1-0, Vucinic). Ne approfitta la sempre più sorprendente Lazio, che espugna il campo del Chievo (1-0, Zarate) e raggiunge i nerazzurri a quota dieci. Tuttavia, ad eccezione dell'Udinese (un punto in saccoccia per i friulani), la classifica è cortissima: diciannove squadre sono raccolte in cinque punti, con valori completamente stravolti (squadre blasonate come Roma, Genoa e Fiorentina sono virtualmente in zona retrocessione). Insomma, in questo momento è vietato sbagliare per tutti.

La rinascita romanista e i mal di pancia nerazzurri

La Roma, dopo una settimana infernale e le polemiche riguardanti il contestatissimo arbitro Carmine Russo, si esalta finalmente al cospetto di un Inter dal rendimento altalenante. Vucinic, entrato nel finale a posto di Totti (alla ricerca della posizione migliore in campo e sempre più incupito), si avventa su un cross di Daniele De Rossi al 91esimo e con un tuffo di testa risolleva i romanisti. Ranieri, nonostante qualche tensione con lo stesso Totti e "Big" Adriano (che si è rifiutato di entrare), allontana i famigerati spettri dalla sua panchina. L'Inter, che aveva strabiliato tutti dopo il 4-0 contro il Bari, fa tre passi indietro mancando il possesso palla e sprecando alcune occasioni. Benitez tuttavia comincia a fare i conti con uno spogliatoio sempre più rovente: emblematico il litigio con il romeno Chivu, che lamentava il fatto di essere stato lasciato solo in difesa. L'assenza di capitan Zanetti comincia ad essere un fardello pesantissimo, il match contro la Juve è alle porte...

Aquile reali

Una cinica Lazio espugna il Bentegodi di Verona e batte il deludente Chievo per uno a zero. Il match-vinner Zarate, lanciato da Mauri, dimentica il momento nero e fa sognare Lotito e i tifosi laziali. Dal canto loro, i clivensi dopo l'uscita per infortunio di Pellissier perdono d'incisività e non impensieriscono la Lazio. Il turn-over poi ha fatto il resto: Reja, cambiando più volte la formazione, riesce sempre ad ottenere il massimo dai suoi e in effetti sono ben sette i giocatori andati a rete.

'Ibra-dipendenza"

A San Siro, Il Milan batte il Genoa 1-0 grazie ad una perla del sempre più decisivo Zlatan Ibrahimovic, autore di un delizioso pallonetto, su lancio di Pirlo. Il Genoa, dopo aver sbattuto nel primo tempo contro il "Muro" Abbiati, fa l'errore di lasciare completamente le operazioni di gioco ad un sufficiente Milan, che abbandona la fantasia per dedicarsi alle verticalizzazioni per lanciare lo svedese Ibra. Allegri ha abbandonato il 4-3-3 per un più prudente 4-4-2: sarà questa la mossa decisiva per lanciare definitivamente il Diavolo in classifica? Per adesso, Ibra risolve tutte le noie rossonere, mentre Robinho comincia a poco a poco a farsi notare per alcune accelerazioni.

Le altre partite

Spaghetti indigesti per il Cesena: nell'odiatissimo "lunch match", i romagnoli si fanno rimontare e travolgere dal Napoli per 4-1. Protagonista assoluto il capocannoniere Cavani (in coabitazione con Eto'o), autore di una doppietta.

Un Catania sprecone e sfortunato (discutibile l'arbitraggio di Gava) pareggia 1-1 contro il Bologna.

Il Palermo rimonta due gol al Lecce e riesce ad ottenere il pareggio grazie ad una zampata di Maccarone nel finale.

Prima vittoria della Fiorentina (2-0 contro il Parma) e primo punto dell'Udinese (0-0 a Genova contro la Samp).

Nel posticipo, uno straripante Krasic (tripletta per l'erede di Nedved) è protagonista del 4-2 inflitto dalla Juventus al Cagliari.

Pasqualino D'Amico

 

fonte foto:calciomercato.it

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