L'Inter ha rischiato grosso a Palermo: in svantaggio con la rete dello sloveno Ilicic, gli uomini di Benitez si riorganizzano e trovano la vittoria grazie all'uno-due di Samuel Eto'o, che fa dimenticare ancora una volta l'ennesima giornata no di Diego Milito (ormai in versione "ectoplasma"). Il Palermo, che pur ha giocato bene, piange nel finale per la traversa di Pastore, ma 1 punto in tre partite è davvero una miseria per una squadra che punta apertamente al piazzamento Champions.
Dal canto suo il Cesena, considerata la cenerentola del campionato, liquida seppur in dieci (esplulsione ingiusta di Colucci, scambiato per il giapponese Nagatomo...) per quasi tutta la partita il Lecce (1-0, Bogdani) mostrando coraggio e quel pizzico di furbizia che tanto servono in Serie A. I romagnoli vantano anche zero gol al passivo: la trasferta insidiosissima di Catania sarà la cosiddetta prova del nove.
Il Catania spaventa il Milan
Allegri aveva avuto il sentore che il match contro il Catania non sarebbe stato una "passeggiata di salute". Così è stato: l'organizzazione e le mosse di Giampaolo hanno di fatto annullato per buona parte di match il Milan, apparso piuttosto sfilacciato ed incapace spesso di fare tre passaggi consecutivi. Non ci sarebbe stato scandalo se il Catania nel primo tempo avesse vinto tre a zero: dopo la perla balistica del terzino mancino Ciro Capuano (tiro al volo da trenta metri all'angolino "alla Vargas"), i rossazzurri hanno rischiato persino di chiudere il match, ma arrivati al dunque si sono persi in un bicchier d'acqua. Gol sbagliato, gol subito: Inzaghi sfrutta verso la fine del primo tempo uno dei pochi svarioni della retroguardia avversaria e timbra sul filo del fuorigioco il definitivo l'1-1. Nella ripresa, forcing sterile del Milan e Catania tutto arroccato in difesa : i rossoneri tirano poco e non trovano il gol. Il Milan dell'era Ibrahimovic non riesce ancora a vincere, mentre il Catania fa l'ennesimo figurone contro una grande: a conti fatti il pareggio sta stretto proprio ai rossazzurri.
La Vecchia Signora ritrova il sorriso
La Juventus asfalta a domicilio l'Udinese per 4-0. Del Piero e il serbo Krasic confezionano giocate a volontà e gli uomini di Guidolin vanno letteralmente in confusione: il 4-4-2 di Del Neri, fatto di gioco sulle fasce e attenzione difensiva raggiunge livelli stratosferici. I 3-3 consecutivi contro Samp e Lech Poznan sono stati cancellati grazie alle reti di Bonucci, Quagliarella (di tacco), Marchisio e nella ripresa da Iaquinta. Quest'ultimo macchia la giornata di grazia della Juve andando ad insultare dopo il gol gli ex tifosi dell'Udinese: il fair-play è andato a farsi benedire anche questa volta. Guidolin rischia l'esonero, visto l'andazzo dell'Udinese, ancora ultima a zero punti e in crisi totale di gioco. Qualcuno però potrebbe fargli compagnia: Delio Rossi (Palermo), Sinisa Mihajlovic (Fiorentina) e persino Claudio Ranieri (Roma), protagonista nel fine settimana in un monologo alla Mourinho...
Le altre partite
La Roma non sfrutta a dovere il match casalingo contro il Bologna, e pareggia 2-2 complice la doppietta in rimonta di Marco Di Vaio. Va molto meglio all'altra squadra capitolina, la Lazio, che espugna il campo della Fiorentina nell'anticipo del sabato (1-2, rete decisiva di Kozak).
La Sampdoria nel posticipo serale non sfrutta la grande opportunità di raggiungere Inter e Cesena e perde a sorpresa in casa per 1-2, grazie a un Napoli rigenerato dalle giocate di Hamsik e Cavani. Pareggiano Parma e Genoa (1-1), lamentando clamorosi torti arbitrali, mentre dal canto loro Bari e Cagliari (0-0) lamentano l'impossibilità a giocare in orari assurdi (il lunch match, complice il caldo barese, è diventato un incubo per i 22 in campo). Mercoledì 22 si riscende in campo (tutti alle 20.30) per la quarta giornata di campionato: Roma, Fiorentina e Palermo e soprattutto Udinese e Milan avranno l'opportunità di riscattarsi subito.
Pasqualino D'Amico
Fonte foto: skimbu.it
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