I rossazzurri guadagnano tre punti indubbiamente fondamentali per il prosieguo del campionato e per il raggiungimento dell'obiettivo minimo della salvezza: non si è trattata però di una prova convincente, anzi. La squadra di mister Giampaolo ha prodotto molto poco e ha avuto il solo merito di trasformare in segnature i due rigori concessi dall'arbitro Tommasi, a fronte di un Parma distratto, sprecone e anche sfortunato.
Nella compagine di casa torna Biagianti, assente a Verona per squalifica, Potenza e Spolli rilevano Alvarez e Terlizzi in difesa mentre viene confermato il pacchetto avanzato con Ricchiuti dietro Mascara e Maxi Lòpez; dall'altra parte invece Marino conferma l'undici che ha sconfitto due domeniche fa il Brescia al "Tardini", con Giovinco a supporto di Bojinov e Marques e il neoacquisto Candreva in panchina, cosiccome l'argentino Gomez tra i siciliani.
In un clima non affatto desolante (si temeva una grande portata dell'effetto-tessera del tifoso), partono bene gli etnei anche se il pallino del gioco è in mano ai gialloblù, trascinati da un ottimo Giovinco; a passare sono però i rossazzurri, al minuto 11, con un rigore concesso dall'arbitro Tommasi per trattenuta su Ledesma sugli sviluppi di un calcio d'angolo: realizzazione impeccabile di Mascara e 1-0 Catania. Il Catania sfiora subito dopo il raddoppio con Ricchiuti, che fallisce l'incornata vincente ancora su calcio d'angolo. Le azioni pericolose dei rossazzurri finiscono qua: dal quarto d'ora in poi è solo Parma.
Fatica cronica per i rossazzurri a costruire semplici trame di gioco e difficoltà a prendere le misure di un Parma perfetto fino all'area di rigore, con l'imprevedibilità di Giovinco (dominatore della trequarti) e l'inesauribilità di Marques (costantemente largo a destra) che però non bastano ad innescare un Bojinov decisamente sottotono. Così la reazione dei ducali si traduce in una supremazia territoriale ma anche in appena un tiro degno di nota, il colpo di testa di Paci parato d'istinto da Andujar. Dopo un rigore reclamato dagli ospiti per fallo di mano di Silvestre in area e un pò di nervosismo seguito ad un brutto fallo di Valiani su Ledesma, punito con un giallo, le squadre vanno al riposo sull'1-0.
La seconda frazione inizia come era finita la prima: Parma padrone del campo e Catania in difficoltà, sostenuto a gran voce dal pubblico sugli spalti. Al minuto 51 miracolo di Andujar su tiro a botta sicura di Zaccardo, seguito dal palo clamoroso di Giovinco su punizione al 58'. Giampaolo inserisce Carboni per dare consistenza al centrocampo e Gomez per dare vivacità ad una manovra sonnolenta e inconcludente, escono Izco e Ricchiuti, entrambi sottotono. Marino crede nel pari e sposta il baricentro della squadra inserendo il mediano offensivo Candreva al posto di Gobbi e giocando la carta Crespo in luogo di Bojinov.
I cambi sorridono ai padroni di casa, con Gomez subito attivo sulla fascia sinistra a mettere in apprensione la retroguardia ospite con la sua velocità e le sue serpentine: il Catania acquista vigore e rapidità. E anche solidità in avanti, con Antenucci che relega un panca un Maxi Lòpez ancora lontano dagli standard della scorsa stagione, incoraggiato da un improvviso e intenso scroscio di applausi accompagnato da qualche fischio. Ma è con Antenucci che il Catania perviene al raddoppio: apprezzabile discesa solitaria dell'attaccante di Termoli che penetra in area di rigore e viene sgambettato, Tommasi concede per la seconda volta la massima punizione, Antenucci ottiene da Mascara l'incarico della battuta, che onora nel migliore dei modi con un destro chirurgico che scheggia la faccia interna del palo e finisce in rete. Primo gol in serie A per Mirko Antenucci, l'anno scorso autore di 24 gol in B con l'Ascoli. Il Catania mette la partita in ghiaccio, ma Giovinco "regala" minuti di apprensione al pubblico di casa andando a segno con una pregevole punizione al primo dei quattro minuti di recupero. E' troppo tardi però. C'è spazio solo per l'espulsione di Lucarelli per proteste, dopo quella di Marino. Poi triplice fischio di Tommasi: Catania 2 Parma 1.
La partita non è stata ricca di spunti spettacoli, con i soli Giovinco e Gomez a tenere alto il tasso qualitativo; ampiamente sotto la sufficienza le punte di diamante dei due attacchi, Lòpez e Bojinov; globalmente superiori i ducali, che avrebbero meritato anche qualcosa di più di un pareggio sfumato per la scarsa efficacia realizzativa e per la mancanza di lucidità della difesa nei due momenti che di fatto hanno deciso la gara, anche se non mancano le note liete, come il centrocampo operaio guidato da Morrone, ormai un punto fermo di questa squadra, e soprattutto un Giovinco più che positivo; la vittoria invece non può offuscare una prestazione decisamente deludente da parte dei rossazzurri, carenti in ordine, idee, intensità e determinazione. Per quanto si sia ancora alla seconda giornata, una tale mancanza di gioco non può non destare qualche preoccupazione in vista del futuro. E l'immediato futuro riserverà ai siciliani una trasferta a San Siro contro il Milan nell'anticipo di sabato sera prossimo, mentre i gialloblù attenderanno al "Tardini" un Genoa reduce da una brutta sconfitta interna contro il Chievo.
Michele Patanè
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