- L'Inter e le pretendenti al titolo
I nerazzurri hanno cambiato allenatore (dal polemico Mourinho al diplomatico Benitez, ma non hanno perso il vizio di vincere. Dopo l'ennesimo trionfo in Supercoppa italiana ai danni della Roma, i nerazzurri vorrebbero ripetere i fasti della stagione del Triplete, tentando di vincere anche la Supercoppa Europea e il Mondiale per club. L'impressione che in Italia il gap con le altre squadre sia fin troppo elevato, nonostante la partenza di Balotelli e pochissimi arrivi (attenzione a Coutinho, può essere il crack di questo campionato).
Tra le squadre che possono impensierire, o se non altro fare il solletico ai detentori dello scudetto, menzioniamo Juve, Milan e Roma. La Juve forse è la squadra che è messa meglio: ha speso tantissimo (Aquilani e Krasic gli ultimissimi colpi) e parecchio entusiasmo, grazie ad un gruppo giovane ma già pieno d'esperienza a livello internazionale. Sempre se Del Neri trova i meccanismi giusti e il confermato Diego faccia faville...
Milan e Roma hanno in comune la politica dell'austerity: acquisti a costo zero o in prestito con diritto di riscatto e salti mortali per tenere i campioni. Il Milan, con Allegri al timone, ha bisogno di giocatori più freschi e motivati. Il colpo Ibrahimovic potrebbe calmare i tifosi rossoneri, ma la squadra obiettivamente ha bisogno di un difensore centrale e un centrocampista che fa le veci di Pirlo. La Roma ha grossi problemi societari, ha perso il primo trofeo della stagione e spera che Adriano dimagrisca per tornare l'Imperatore di una volta e che ci sia la definitiva consacrazione di Menez. Tuttavia, crediamo che alla lunga, sia nel Milan e nella Roma possano emergere alcuni giovani che già si sono messi in luce durante le amichevoli estive.
- Le altre squadre
Dietro le 4 favorite, regna incertezza ed equilibrio. Un gruppo di squadre (Genoa, Napoli, Palermo, Sampdoria, Lazio e Fiorentina) lotterà certamente per l'Europa: il Genoa, però, ha fatto una campagna acquisti talmente stellare (Rafinha, Toni, Miguel Veloso, Ranocchia e il portiere Edoardo) che può persino inserirsi nella lotta al titolo. Possibili outsider il Parma (che annovera tra gli altri l'ex bianconero Giovinco), l'Udinese, il Bologna (che ha cambiato proprietà) e perché no anche il sempre più argentino Catania. Bari, Brescia, Cagliari, Cesena, Chievo, Lecce sembrano, invece, le squadre più deboli del torneo.
- Pay-tv, anno zero....
Sarà un campionato sempre più "spezzatino": si giocherà anche il venerdì, il sabato e il lunedì, e persino la domenica a pranzo (con buona pace delle casalinghe che dovranno rinunciare a cucinare pranzi corposi per i loro mariti-tifosi...). Un torneo a misura di pay-tv, insomma, in perfetto stile british. Si sa che la contemporaneità garantisce maggiore regolarità, perciò il rischio di vedere partite sempre più condizionate dal risultato degli altri match è piuttosto concreto (ricordate Lazio-Inter?). Anche in Italia (direttamente dal Sudamerica) per la prima volta assisteremo alle interviste a caldo alla fine del primo tempo: sarà certamente un bel compito per i giornalisti interpellare calciatori super stressati e sudatissimi come delle spugne che vogliono tornare negli spogliatoi...
- ....tifosi, anno zero
La tessera del tifoso è stato il tormentone dell'estate. Intanto, il numero d'abbonamenti crollano e gli spettatori sembrano preferire il divano di casa alle scomode gradinate. A ciò naturalmente si aggiungono stadi plurisecolari, orari improbabili e partite meno divertenti. L'inizio della serie A sarà inevitabilmente la "prova del nove" per la Tessera del tifoso: sarà stata utile oppure no per allontanare i facinorosi dagli stadi? Non mancheranno le tensioni, statene certi.
- Sempre più stranieri, sempre più svincolati
La Serie A è ormai diventato un campionato cosmopolita: il ricordo del Piacenza degli anni 90, squadra composta da soli italiani è ormai un lontano. Il numero di italiani in rosa dell'Inter Campione d'Italia si contano nelle dita di una mano. Si compra all'estero perché costa poco, il mercato sudamericano in tal senso è ormai la prima fonte di approvvigionamento per le squadre italiane (vedi il Catania che ha in squadra ben 11 argentini). Contemporaneamente si è notevolmente allungata la lista degli svincolati italiani, composta anche da giocatori giovani: segno che le società sono in crisi e certi ricchi contratti sono improponibili. Ridursi l'ingaggio per partire da zero diventa quindi l'unica soluzione per trovare squadra. Sempre se non si tenti un'avventura all'estero, come hanno fatto alcuni italiani come Balotelli e Cigarini, venduti dalle loro società a suon di milioni d'euro.
Pasqualino D'Amico
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