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La “Giovine Italia” rimandata a settembre

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C’è chi giura, dopo aver visto Italia – Costa d’avorio, che Prandelli dovrà lavorare parecchio per fare in modo che gli azzurri possano tornare ai livelli di quattro anni fa. Per adesso, sebbene il risultato di Londra è stato negativo (0-1 per gli africani), il nuovo CT della Nazionale Italiana, potrà sicuramente guardare il bicchiere mezzo pieno e rimanere tranquillo, perché i giocatori hanno dimostrato di essere molto disponibili. L’operazione di ringiovanimento passa inevitabilmente per queste piccole battute d’arresto. Gente nuova ed entusiasta, con qualche reduce dal Mondiale (favoriti naturalmente dalla carta d’identità) desideroso di vendicarsi delle critiche post-eliminazione: ecco la “Giovine Italia” di Prandelli. Il distacco da Lippi, sia in termini di gioco sia di rapporti con i media è finalmente avvenuto. Il 2010 però è ancora un anno avaro di vittorie, il rischio di psicosi è ormai consolidato, ma Far Oer ed Estonia (che saranno affrontate ai primi di settembre) non sembrano avversarie così insormontabili.

Le note positive che Prandelli avrà sicuramente appuntato sul suo taccuino sono parecchie. Innanzi tutto il 4-3-2-1 è indubbiamente il modulo più adatto per questo nuovo gruppo. Tanti sono gli attaccanti a disposizione di Prandelli, due sono le certezze: Cassano, nel ruolo di trequartista e Balotelli  come esterno destro. Ebbene sì, i due cavalli di battaglia della rivolta anti-Lippi saranno sicuramente i protagonisti del nuovo ciclo di Prandelli, contro la Costa d’avorio hanno dimostrato che la loro intesa è già affinata, e che era tanto tempo che non si vedeva così tanta fantasia in campo. Da rivedere il “nuovo italiano” (per dirla alla Prandelli) Amauri, così così Pepe e Quagliarella, meglio Borriello e Giuseppe Rossi. E non dimentichiamo che a casa sono rimasti Gilardino e Pazzini. Il centrocampo, sebbene sia con il nuovo modulo più sollecitato in fase di contenimento, ha dimostrato di essere abbastanza collaudato. Capitan De Rossi può dare ancora molto a questa nazionale con il suo immancabile carisma. Come al solito, qualche problema in difesa, con Bonucci e Chiellini in perenne difficoltà (soprattutto il primo gol è frutto di un regalo della “bella statuina” Bonucci che ha permesso all’avversario di staccare di testa), i terzini Motta (che ha colpito un palo) e Molinaro sono apparsi sottotono, mentre inoperoso è stato il portiere Sirigu. Prandelli dovrà trovare adeguate soluzioni per sistemare una difesa che appare sempre insicura e lenta. Pochi però sono in questo momento i ricambi nel settore arretrato, segno che l’Italia non è più la patria dei grandi difensori.

Prandelli, che è apparso emozionato al suo debutto, ha fatto intendere a chiare lettere che si ricorrerà agli oriundi che militano nel nostro campionato. La soluzione, che inevitabilmente susciterà qualche polemica, appare tuttavia necessaria per elevare il tasso tecnico della “Giovine Italia” e metterla allo stesso livello delle grandi squadre. Ledesma, Thiago Motta e Taddei sono i nomi più gettonati, ma c’è da scommettere che dopo questa apertura da parte di Prandelli, altri si faranno avanti. Con la presenza di Balotelli (figlio di ghanesi ma adottato da una famiglia di Brescia), la nazionale appare sempre più globalizzata. Casiraghi, ct dell’Under 21, ha affermato che l’Italia sotto questo punto di vista, è ancora culturalmente un paese arretrato, e che non è ai livelli della Francia o della Spagna. Siamo convinti però che con Prandelli ci sarà un’autentica svolta e che anche il più nazionalista degli italiani dovrà ricredersi di fronte alle convocazioni di italiani oriundi e di colore.

Il “Risorgimento azzurro” ha persino contagiato la RAI, che più di una volta abbiamo bacchettato in occasione degli ultimi mondiali. L’ex calciatore Bagni è stato sostituito dal giornalista Bruno Gentili, che fa in sostanza da secondo telecronista assieme al confermato Civoli, dispensando i telespettatori di amarcord e giudizi tecnici sulle squadre. Sostituiti persino gli storici inviati a bordo campo Varriale e Paris con i giovani Capaldi e Antinelli. Insomma anche la televisione di stato ha voluto lanciare un chiaro segnale allineandosi a questo gruppo che dovrà immancabilmente superare gli esami di settembre e cancellare una volta per tutte lo squallido mondiale sudafricano dalla mente dei tifosi italiani.

Pasqualino D'Amico

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